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Steve ci ascolti? Adobe annuncerà a breve la fine di Flash Player su dispositivi mobili [rumors]
Steve ci ascolti? Adobe annuncerà a breve la fine di Flash Player su dispositivi mobili

La sorgente è autorevole: secondo ZDNet Adobe avrebbe già fatto sapere ai suoi sviluppatori la cessazione del supporto per Flash Player per i dispositivi mobili, preferendo concentrare gli sforzi sulla piattaforma Adobe Air capace di accogliere le istanze precedentemente assegnate sopra il famigerato software.
Gli aggiornamenti verranno forniti in futuro solo per sicurezza e bug, ma niente di più oltre ciò.
La mossa appare una naturale conseguenza delle prestazioni scarsamente convincenti di Flash su mobile decretata a partire dal bando di Apple che lo aveva rimosso senza appello dai suoi dispositivi e dall?attenzione che Adobe sta rivolgendo, già da qualche tempo, nei confronti di HTML5.
[La bandiera del dispositivo mobile capace di eseguire Flash alla perfezione potrà quindi essere ammainata (si dovranno trovare altri espedienti meno stantii per competere con iOS).]

(Photo by JD Hancock)
(Via zdnet)
Panasonic Lumix 3D1 fotocamera compatta per scatti e video in 3D
Panasonic Lumix 3D1 fotocamera compatta per scatti e video in 3D

Nuova addizione Panasonic sempre in ambito Lumix, questa volta con la compatta modello LUMIX DMC-3D1 dotata di doppia lente (twin-lens design da 25mm, ultra-wide angle e zoom ottico 4x) per foto e video in formato 3D (ovvero 2D all?occorrenza) e quad-CPU.
Specifiche: visuale incrementata del 169% rispetto a un corrispondente modello da 35mm; HD video 3D in 1920x1080 60i high-quality; scatti in 3D da 8-megapixel e 2D da 12-megapixel; comodo switch per selezione modalità 2D/3D; Venus Engine; multi-process Noise Reduction; scatti consecutivi a 8 fps (senza auto focusing) e 4 fps (con auto focusing); consumi energetici ridotti; iA (Intelligent Auto) mode.
Disponibilità in Dicembre prossimo a un prezzo suggerito di 499.99 dollari.

Panasonic presenta Lumix GX1 fotocamera CSC Live MOS da 16.01-megapixel
Panasonic presenta Lumix GX1 fotocamera CSC Live MOS da 16.01-megapixel

Nuovi arrivi in casa Panasonic sul fronte delle Compact System Camera (CSC) per la serie Lumix G: la nuova LUMIX DMC-GX1 è dotata di sensore Live MOS da 16.01-megapixel e Venus Engine per scatti fino a 12800 ISO di sensibilità.
Specifiche: Contrast AF per focus system (il sistema di messa a fuoco è controllato dal sensore immagine) per migliorare gli scatti con lenti luminose e valori di F ridotti; full-area focusing; schermo touch LCD da 3.0-pollici; ultra high-speed Light Speed AF (autofocus in 0.09 secondi); nuovo focus mode AFF (AF Flexible) con Touch AF control che consente una messa a fuoco dell?immagine toccando direttamente lo schermo; registrazione video 1920x1080 a 60i (full-High Definition in formato AVCHD); Dolby Digital Stereo Creator; nuovo Level Gauge; Dust Reduction System al cambio lenti; consumi ridotti.
Disponibile in versione black e silver da metà Dicembre a prezzi variabili in funzione delle focali montate (699.99-dollari per il solo corpo).

Motorola lancia Ufficialmente XOOM2 e XOOM2 Media Edition
Motorola lancia Ufficialmente XOOM2 e XOOM2 Media Edition

In seguito al "successo" (sic) conseguito da Motorola XOOM in svariati campi (fatta eccezione forse in quello dei pezzi venduti), Motorola Mobility ha annunciato oggi il rilascio di due nuove versioni della tablet: Xoom 2 prosegue il discorso dove la 1 lo aveva lasciato (schermo da 10.1-pollici, processore 1.2GHz dual-core, Android 3.2, RAM da 1GB, 16MG di memoria, doppia fotocamera da 5/1.3MP, Gorilla Glass a protezione dell'involucro) con intenti maggiori di luminosità e leggerezza, mentre la XOOM2 Media Edition intraprende il lastricato percorso degli 8.2-pollici con scopi più legati all'intrattenimento.
Specifiche ulteriori: MotoCast app per stream musica-audio-video da PC/Mac, MOTOPRINT, Motorola Stylus, Business Ready con VPN e criptaggio dati.
Disponibilità in Novembre per l'Europa.

So Long, and Thanks for All the Fish, Steve!
So Long, and Thanks for All the Fish, Steve

Inutile girarci intorno a lungo, Steve Jobs è stato il più grande talento che la storia della invenzioni annoveri (Tesla a parte) perché è riuscito a sconvolgere completamente i modi di vivere di molta della popolazione attualmente fisicamente allocata in una qualche parte del globo, oltre a costringere a rivedere in modo radicale i piani e gli obiettivi di più di una azienda del pianeta per adeguarsi ai nuovi standard introdotti dagli uomini alle sue dipendenze che realizzavano beni e dispositivi secondo i suoi piani.

Steve Jobs è riuscito a stravolgere in pochi mesi a prassi stabilizzate per decenni sia nell'ambito della maniera in cui ascoltiamo la musica, comunichiamo e ci relazioniamo con gli altri nostri simili.

Prima del Macintosh per accedere a un computer l'unica via era quella di utilizzare una tastiera davanti a uno schermo nero e una stringa di shell che aspettava i comandi pulsando in maniera ritmica.

Prima dell'iPod, la musica si acquistava nei negozi e si poteva portare in giro al massimo con l'ausilio di piattelle più grandi della dimensione di un CD-ROM che imponevano di farsi carico inoltre della relativa cartucciera di scorta al seguito, con la caratteristica principale (sperimentata da chiunque li abbia utilizzati almeno una volta) di contenere sempre tutta la musica presumibilmente capace di coprire a priori ogni esigenza di ascolto in mobilità, ma non per quel singolo disco dimenticato immancabilmente a casa e del quale in quel momento non se ne poteva fare a meno.

Prima dell'iPhone, era già tanto se con un telefono cellulare si riusciva a leggerci alla bene e meglio una qualche E-Mail, non prima di avere effettuato settaggi degni del miglior manuale di istruzioni della NASA, perché navigare era davvero impossibile (era in voga il protocollo wap per i dispositivi mobili, che ridere).

Prima dell'iPad per accedere a quello di cui avevi bisogno nel corso della giornata dovevi andare prima all'edicola, chiedere a un qualche collega di farti inviare per fax quel documento che avevi dimenticato in ufficio, andare in libreria per vedere se il libro che avevi ordinato era arrivato, andare in drogheria.. no, scusate in drogheria ci devo continuare a andare fisicamente anche se ho l'iPad, ma volendo se qualcuno mi fornisce un servizio di consegna a domicilio posso anche fare la mia spesa dalla tablet.

E' vero, non nascondiamoci dietro a un dito, tra le tante innovazioni proposte resta comunque una pecca irrisolta per il nostro eroe: quella di non avere costruito un qualche dispositivo che oltre a esserci utile sul fronte delle comunicazioni e del divertimento ci faccia anche il caffè quando ne abbiamo voglia, ma, andiamo Steve, il caffè, non so a te, ma a noi piace.

Addio Steve, e grazie per tutto il pesce.

Amazon Kindle Fire sarà l'iPad-killer oppure la 7-pollici-tablet-killer?
Amazon Kindle Fire sarà l'iPad-killer oppure la 7-pollici-tablet-killer?

Dopo mesi di rumors incessanti e continuativi che si rincorrevano per la rete a scadenze regolari, infine Amazon ha annunciato l'arrivo di Kindle Fire, una tablet da 7-pollici con un prezzo di ingresso davvero strepitoso: 199-dollari che sembrano davvero pochi se confrontati a tutti gli altri dispositivi del genere già introdotti a vario titolo sul mercato nell'era post-iPad.
Anzitutto Kindle Fire arriva già con un bel po' di background derivato dal Kindle originale e dai servizi di storage dati che hanno caratterizzato l'offerta di Amazon nel corso degli ultimi anni: la versione di Android utilizzata è stata pesantemente modificata per le esigenze di Amazon e dovrebbe includere applicazioni ottimizzate per il dispositivo (quindi Android 2.x?); di certo ci saranno ogni altro tipo di contenuti, multimediali e non, come libri e riviste (manco a dirlo), film/telefilm, musica (a vario titolo, proveniente dagli utenti oppure acquistabile sul proprio store) e cloud a volontà, rendendo così Amazon di fatto l'unico concorrente credibile all'altezza dell'offerta proposta da Apple (termine di paragone universale nell'ambito tablet).
Esercito dei 7-pollici? Colpito e affondato!
Il prezzo strepitoso sarà davvero l'elemento determinante nelle scelte degli utenti, ma contribuirà non poco a affossare definitivamente tutta la variegata schiera delle tablet della stessa dimensione dei 7-pollici: è vero che non ci sono fotocamere a supporto del Kindle Fire, ma a chi potrebbe interessare scattare non più delle canoniche due foto di prova se il sovrapprezzo per ottenere ciò potrebbe aggirarsi intorno ai 2/300 dollari a andare bene?
Amazon entra nell'arena del mercato delle tablet alla grande e combatte contro tutti con un prodotto di grande rispetto proposto a un prezzo eccezionale, sopra il quale il riscatto non verrà cercato al momento della vendita perché quello dei 200 dollari è un prezzo irrealizzabile a fini commerciali di profitto (come guadagno da ottenere sopra il dispositivo) perché nessuno ci è riuscito prima e nessuno ci riuscirà poi in maniera agevole: 200 dollari sono il costo di un telefono pseudo-elementare senza troppe pretese da 3-pollici scarsi. Amazon troverà il suo giusto ricarico commerciale altrove, nei servizi erogati presumiamo, e questa potrebbe rappresentare una naturale evoluzione di una concorrenza che mira ora a farsi più spietata che mai e a spostarsi su terreni difficilmente prevedibili in termini di esiti finali.
Resta da capire quali contromosse adotteranno coloro i quali non dispongono dello stesso potenziale di fuoco al pari di Amazon sul fronte dei servizi per competere con questo nuovo soggetto molto più che agguerrito di quanto non si potesse prevedere alla vigilia.
Amazon sembra aver imparato la lezione che in molti continuano ostinatamente a non comprendere: per gareggiare contro qualcuno devi offrire di più e a un prezzo più basso (presupposti non sempre realizzabili) perché altrimenti sarà il mercato stesso a rifiutare quelli che non percepisce in altra maniera se non come maldestri tentativi di clonazione di una formula originale che funziona di suo.

Microsoft renderà il vostro computer sempre più simile a una tablet
Microsoft renderà il vostro computer sempre più simile a una tablet

Microsoft ha fatto la prima demo ufficiale di quello che sarà il nuovo sistema operativo nella discendenza dei Windows: la versione 8 è stata immaginata per prendere completamente le distanze da quanto portato avanti in precedenza dalla progenie del capostipite NT (XP, Vista e Windows7 in cascata) e abbracciare completamente la filosofia dell'hyper-touch, cioè un sistema privo del legame ancestrale con il mouse, attitudine questa che ha fatto la fortuna di ciò che oggi conosciamo come iOS e inaugurato nel 2007 da iPhone prima e proseguito con iPad poi. Non è dato di sapere se questa rappresenti la mossa definitiva verso quella che molti definiscono l'era post-PC, ma se il maggiore produttore di software per dispositivi da piano decide di convertirsi sulla via di Cupertino verso un concetto radicale di mobilità estrema anche su desktop (concetto pur sempre discutibile quello di dovere o volere comunque toccare lo schermo per chi è seduto davanti a una scrivania), forse stiamo davvero allontanandoci dall'idea di continuare a immaginare il nostro computer necessariamente appoggiato sopra una superficie fisica (tavolo o grembo che sia).
La filosofia alla base è quella unificatrice per applicazioni e sistema che funziona perfettamente in ambiente tablet, ma resta l'incognita se questo possa essere di una qualche utilità in ambiente desktop: cosa me ne faccio di una schermata piastrellata sopra il mio computer fisso? resto ore a osservare se qualcuno mi ha inviato aggiornamenti su Facebook o ha mandato messaggi via Twitter? andiamo! su un computer fisso, se ho di queste esigenze, eventualmente utilizzerò dei programmi in background che mi aprono una finestra in popup quando gli aggiornamenti accadono: la logica della tablet è che lo schermo rimane spento per la maggior parte del tempo e quando si accende ci deve essere un sistema (live-tiles o notifiche) che informi l'utente cosa si è perso nel momento in cui la sua attenzione era altrove. Così funziona.

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Riuscirà Samsung GALAXY Note a emulare Dell Streak come peggior prodotto dell'anno?
Riuscirà Samsung GALAXY Note a emulare Dell Streak come peggior prodotto dell'anno

Se c'è qualcosa da cui possiamo (e dobbiamo attingere) è l'esperienza, non solo per determinare se un certo tipo di prodotto potrà avere o meno successo sul mercato, ma perfino per comprendere le meccaniche più profonde di ogni aspetto vitale umano: la storia è la via diritta che in molti casi ci fornisce indicazioni per effettuare giudizi su cosa può funzionare (il condizionale è comunque d'obbligo) e su cosa invece non dovrebbe avere alcun successo di pubblico (a meno di improvvise e repentine modifiche a quelle che sono le necessità note degli utenti in un determinato periodo storico).
[Ovviamente restano fuori dal discorso prodotti che non hanno alcun riferimento storico precedente e che quindi si configurano come elementi generatori di nuovi bisogni tout-court (computer, telefono, etc)]
Lo scorso anno Dell introdusse Streak, un prodotto a suo dire rivoluzionario che costituiva una nuova tipologia di riferimento in virtù della sua dimensione di 5-pollici, più grande rispetto a un regolare smartphone ma più piccola per una tablet, con Android a bordo.
Oggi Samsung introduce Note, un prodotto a suo dire rivoluzionario che costituisce una nuova tipologia di riferimento in virtù della sua dimensione di 5-pollici, più grande rispetto a un regolare smartphone ma più piccola per una tablet, con Android a bordo.
Come andrà a finire? E' una storia già nota oppure ci saranno margini per tramutare un progetto partito con il piede sbagliato in un successo planetario? Sono cambiate le esigenze di mercato rispetto a un anno fa per ipotizzare un qualche successo per questa tipologia ibrida di prodotti?

Sony annuncia NEX-7 all-in-one compatta da 24,3MPix
Sony annuncia NEX-7 all-in-one compatta da 24,3MPix

SONY ha annunciato l'arrivo della nuova NEX-7, una compatta mirrorless con sensore CMOS Exmor APS HD dalla (stratosferica?) risoluzione di 24,3-megapixel con processore d'immagine BIONZ per una qualità di immagine impeccabile e un rumore ridotto ai minimi livelli.
Specifiche ulteriori: monitor LCD Xtra Fine da 7,5 cm (3.0") con tecnologia TruBlack inclinabile di 90° verso l'alto e di 45º verso il basso, sensibilità ISO 100 a 16000, guscio in lega di magnesio, risposta di scatto di 0,02 secondi, messa a fuoco automatica Object Tracking, sistema di comando TRINAVI, mirino TruFinder OLED XGA con copertura dell'inquadratura del 100% circa, possibilità di filmati Full HD in formato AVCHD con frame rate 50p o 25p, velocità di scatto continuo 10 fps ovvero la più alta disponibile per macchine mirrorless, funzione Effetti Artistici.
Disponibile da Novembre prossimo a un prezzo non ancora rivelato (e certamente variabile in relazione alla relativa dotazione ottica).
[Comunicato stampa a pagina intera]

Perché ritirare TouchPad dal mercato solo a un paio di mesi dal lancio?
Perché ritirare TouchPad dal mercato solo a un paio di mesi dal lancio

La notizia che maggiormente ha fatto scalpore la scorsa settimana è stata quella del ritiro di TouchPad dal mercato da parte di HP a soli pochi giorni dalla relativa disponibilità pubblica: come può accadere una cosa del genere? come mai HP non è riuscita a portare avanti un progetto cui credeva da tempo e sul quale aveva puntato molto?
Una prima spiegazione potrebbe essere quella del ritardo con cui il dispositivo è stato immesso sul mercato rispetto ai dispositivi della concorrenza (iPad in primis e tablet Android poi): se questo fosse vero, non è dato di sapere ora in che modo potrebbe quindi trovare una propria collocazione Windows (e derivati) con Microsoft che alla data odierna non ha ancora alcuna strategia di rilascio ufficiale ben definita del prodotto; inoltre, se il ritardo fosse una ragione, ovviamente tutti sono in ritardo per principio rispetto a iPad perché i primi dispositivi del genere sono usciti almeno un anno dopo al lancio di Apple, e quindi le possibilità di riuscita nel breve periodo sarebbero molto limitate per chiunque decidesse di puntare su una qualche prodotto simile (se perdi tempo e risorse a costruire una tablet, non la ritiri dopo due mesi).
HP puntava molto sul prodotto di computer portatile a schermo, sia quando presentò il primo prototipo di slate con Windows7 caricato sopra prima del lancio ufficiale di iPad (poi frettolosamente abbandonato non appena cominciarono i primi riscontri negativi per un SO derivato integralmente da quello per i PC e scarsamente funzionale sopra dispositivi sensibili al solo tatto), sia quando decise di acquistare WebOS da Palm per garantirsi uno sviluppo coerente di software e hardware (alla Apple). Capire le motivazioni del successo degli altri non sempre conduce a una strategia di successo quando le variabili da includere nel processo sono molteplici e di diversa natura: anche se ti realizzi la tablet per tuo conto, poi dovrai trovare il modo di promuoverla e venderla al pubblico e senza una tua propria struttura di vendita sul territorio ormai statificata (come è quella di Apple), evidentemente l'impresa non è poi agevole nei fatti come potrebbe sembrare prima sulla carta.

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