Lunedì 6 settembre, a partire dalle 14.30, nella sala Gozzi del Municipio, l'assessore Alberto Benetti consegnerà gli attestati ad un centinaio di studenti veronesi, che durante l'estate
Nell’Anfiteatro Flavio nel pomeriggio si svolgevano i combattimenti di gladiatori. Il loro nome deriva dalla spada corta che usavano nei combattimenti: il "gladio". Il gladiatore imparava l’arte della gladiatura in "ludi" delle scuole che erano caserme molto simili a prigioni che si trovavano in tutto l’impero; dormiva in piccole celle disposte intorno al cortile dove si allenava. I ludi erano diretti da un proprietario (il lanista) istruttore dei gladiatori che aveva assoluto potere su di loro. A Roma i ludi Imperiali (le uniche scuole autorizzate) alloggiavano fino a 2000 uomini: il "Ludus Matutinus" dove si esercitavano i cacciatori di belve feroci il "Ludus Gallicus" il "Ludus Dacicus" e il "Ludus Magnus". I gladiatori potevano essere dei prigionieri di guerra dei criminali dei galeotti degli schiavi dei condannati o uomini liberi senza futuro; potevano essere inesperti o dei veri professionisti soprattutto i prigionieri di guerra che dopo aver vissuto diverse lotte armate combattimenti battaglie e sofferenze erano particolarmente temprati ed agguerriti e spesso venivano da terre lontane come la Tracia e la Germania. Questi personaggi erano i più ricercati e dato che non avevano altre possibilità di vivere decorosamente la loro esistenza si proponevano volentieri e si impegnavano fortemente nella pericolosa carriera ...
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