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Biblioteca De Meis, 7 anni non sono bastati per ricostruirla

L’ex presidente della Regione, Giovanni Pace, scrive a Chiodi

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Chieti. E’ la storia non decorosa di come la politica non riesca a risolvere problemi né a trovare rimedi. Il crollo di una struttura pubblica adibita a biblioteca e frequentatissima già di per sé costituisce un evento eccezionale degno di attenzione. Ma messe da parte quasi subito le questioni giudiziarie sono rimaste in piedi quelle più strettamente legate al riutilizzo di uno spazio. In sette anni tuttavia la biblioteca non solo non è stata sistemata, ma i lavori non sono neppure cominciati. E come se non bastasse, i residenti della zona lamentano la formazione di una discarica a cielo aperto con tutto quello che ne consegue.

A provare scuotere le acque fin troppo ferme è l’ex presidente della Regione, Giovanni Pace che scrive a Gianni Chiodi:

«Caro Gianni, la Biblioteca provinciale di Chieti è crollata la notte tra il 2  ed il 3 giugno 2005. Sono passati sette anni e quell’area di sedime – al centro di Chieti, zona Tempietti romani – è diventata deposito di rifiuti e di sporcizia. C’è un progetto cantierabile già pronto, ma forse non ci sono tutti i soldi. Te ne ho già scritto nel luglio scorso, ma non mi hai nemmeno risposto».

«A luglio scorso, - aggiunge Pace - ti comunicavo che il presidente della Provincia Di Giuseppantonio dispone di risorse finalizzate, ma insufficienti e che esiste un progetto che sarebbe già cantierabile, ma che costa di più di quanto ha già nel cassetto; e perciò ti suggerivo di assumere l’iniziativa di una riunione con il sindaco Di Primio e il presidente della Provincia per verificare assieme l’esistenza del progetto, la relativa cantierabilità, il costo, e approntare conseguentemente un piano di finanziamento, magari da frazionare anche oltre un esercizio. Insomma ti pregavo con molto rispetto di fare il presidente pure per Chieti. Concludevo così la lettera: “io sono poca cosa, ma vi sarò grato di quel che farete per la mia città, la quale non è poca cosa e sa apprezzare. Voi ne guadagnerete in riconoscenza».

«Non ho avuto risposta da nessunoscrive oggi l’ex presidente - magari per colpa delle Segreterie. Allora ho pubblicato questo appello sul mio sito “lettere abruzzesi”. Nessun obbligo di visitarlo, ma il silenzio non è stato interrotto, nemmeno a dire: non possiamo, è impossibile, dovremmo aumentare le addizionali regionali. Ma io non posso smettere di segnalarti questa bruttura, perché mi sono impegnato con i miei concittadini e amici di Chieti. Pochi o molti che siano, fa loro questo regalo: un salto a Chieti per ammirare il Vietnam al centro di questa città che a suo tempo ispirava D’Annunzio a scrivere le “Novelle della Pescara”, editate la prima volta da Giustino Ricci tipografo di Chieti in Largo Gianbattista Vico. Riunisci il Sindaco e il Presidente della Provincia, che hanno bisogno di aiuto regionale, e assieme realizzate un’opera piccola che ha un significato grande: è una biblioteca, ragazzi… . Fammi conoscere, per favore giorno e ora della tua visita. Ti abbraccio, Giovanni Pace».

Fonte: www.primadanoi.it

Maifestazione dell'ANPI per ricordare Shoah e Foibe

Giornata della Memoria. ANPI: APRIRE OCCHI SU PASSATO. Comitato provinciale organizza una serie di manifestazioni per ricordare Shoah e Foibe a Pescara e in provincia

Guarda il servizio di Abruzzolive.tv

Riflettere su due giornate simboliche, quali il “Giorno della Memoria” e il “Giorno del ricordo”, per aprire gli occhi sul passato tragico in cui la democrazia italiana affonda le sue radici. E' con questo obiettivo che l’ANPI Pescara – Ettore Troilo ha organizzato una serie di eventi dal titolo “Il futuro nella memoria - Tra Giorno della 'Memoria' e e del 'Ricordo': riflessioni sulle radici storiche dei valori costituzionali”.

Le iniziative - una serie di riflessioni, convegni, proiezioni di filmati, interviste, rappresentazioni teatrali e dibattiti - prenderanno il via domani e andranno avanti fino al 17 febbraio. Ai convegni prenderanno parte, tra gli altri, gli storici Joze Pirjevec (Universita' di Trieste), Mario Avagliano e Marco Palmieri.

Il primo appuntamento e' per Venerdì 27 gennaio, alle 17.00, nell'aula magna dell'Istituto “E. Alessandrini” di Montesilvano (Pescara), con un'iniziativa pubblica sulla “Giornata della Memoria”.

Il 30 gennaio, invece, nella Sala della Fondazione PescarAbruzzo, si terrà un incontro sul “Giorno del Ricordo”, con lo storico Joze Pirjevec, autore del volume “Foibe: una storia d'Italia”.

Altre iniziative sono previste il 4 febbraio, a Manoppello Scalo (Pescara) e l'11 febbraio a Pescara.

Chiuderà la rassegna, il 17 febbraio, di nuovo nella sala della Fondazione PescarAbruzzo, l'incontro con gli storici Mario Avagliano e Marco Palmieri, autori del volume “Voci dal lager. Diari e lettere di deportati politici italiani 1943-1945”.

Sembra che in Italia il dibattito sulla nostra storia sia scomparso - sottolinea il presidente del Comitato provinciale ANPI, Enzo Fimiani - se non per riapparire in occasione delle polemiche politiche e non per farne occasione di riflessione seria, per comprendere meglio anche il presente. Una delle missioni dell'ANPI, d'altronde, è proprio quella di aprire gli occhi sul passato, dato che la democrazia italiana affonda le sue radici in un passato tragico”.
E' importante riflettere insieme su due giorni simbolici - evidenzia Fimiani -: la Giornata della Memoria, che ricorda non solo la Shoah, ma tutte le discriminazioni che hanno interessato l'Europa e il mondo nel '900, e il Giorno del ricordo, con la tragedia delle 'foibe' – conclude il presidente di ANPI Pescara -, che va inserita in un contesto ben più ampio”.

Tullio Bozzi e l'articolo su Gessopalena de "il Centro"

Tullio Bozzi del gruppo di minoranza di Gessopalena, smentisce quanto si afferma nell'articolo de "il Centro" del 22 Gennaio 2012

«E' comparso sulla stampa un articolo dal titolo: "Gessopalena, 1.600 anime e 200 dipendenti pubblici" (leggi) - dice Tullio Bozzi del gruppo di minoranza di Gessopalena in un comunicato stampa dal titolo "Il paese delle favole" - dove il primo cittadino si lamenta sostenendo che: si fa fatica a vivere nel suo comune con la carenza di servizi, di collegamenti, di opportunità, per la lontananza da scuole superiori, università, uffici, dagli ospedali. Accusa la Regione Abruzzo che non ha un progetto di sviluppo per le aree interne, nessun investimento per le infrastrutture, nessuna idea, nessuna prospettiva per il futuro. “Siamo condannati all’isolamento”. »

«Il Sindaco di Gessopalena, in questo furore accusatorio contro tutte le istituzioni, - precisa Bozzi - nasconde volutamente di essere stato ininterrottamente Presidente della Comunità Aventino Medio Sangro zona Q dal 2004 ad oggi e non risulta che abbia mai presentato progetti di crescita e sviluppo per la comunità gessana e per la Comunità Montana, attraendo finanziamenti Europei, Nazionali e Regionali. Innaurato - continua Bozzi - dimentica di essere stato per 8 anni sindaco di Gessopalena fino al 1999 e dopo una parentesi fino al 2004, continua ad esercitare quel ruolo. Alla fine di questo mandato Innaurato avrà governato da sindaco per ben 18 anni, quasi un ventennio e, senza ritegno, scarica sugli altri politici le responsabilità assolvendosi per i lunghissimi anni del suo potere assoluto e incontrastato

«Il Sindaco di Gessopalena, -  continua Tullio Bozzi - nell'articolo di riferimento, fa un elenco di successi a lui ascritti, come: "Per le scuole è rimasto l'istituto comprensivo" mentre si ostina a tenere aperti due edifici scolastici, uno per le materne ed elementari e l'altro per le medie, per pochissimi ragazzi. Alle elementari, per la prima volta nella storia gessana da quest'anno c'è una pluriclasse, 1a e 2a elementare in un'unica aula. Si potrebbe risparmiare unificando i plessi in un unico edificio, mentre l'altro essere adibito ad altri scopi; "l'acquisto di un'ambulanza per i servizi di emergenza" che è assolutamente falso e del tutto fantasioso, il Comune non ha mai fatto acquisti del genere; "la biblioteca che cresce nei servizi" mentre invece la frequentazione è scesa a livelli appena percettibili da quando il Sindaco ha rimosso la bibliotecaria colta e capace, affidando l'incarico ad altra persona; "il teatro ha 300 posti a sedere", ma non è stato lui a realizzarlo o meglio avrebbe dovuto almeno ultimarlo. Ha aumentato i posti a sedere a scapito della sicurezza dei fruitori, eliminando i corridoi di fuga tra le file di poltrone e non ha reso funzionante il sistema antincendio e alle manifestazioni è sempre mancato il presidio dei Vigili del Fuoco,come prevede la Legge; "non mancano campo di calcio, calcetto e piscina" e non dice che il campo di calcio per otto anni è stato lasciato nel più completo abbandono, tant'è che fino all'autunno scorso era impraticabile. L'impianto sportivo è comunque minacciato da una frana provocata da una fogna a cielo aperto. Il campo di calcetto è stato realizzato con un finanziamento Regionale di 90.000€ come campo polivalente, ma non lo è; non può essere utilizzato perché non omologabile da nessuna federazione, poiché realizzato con soluzioni costruttive che non salvaguardano la sicurezza dei fruitori e gli spogliatoi non sono sufficienti. La piscina non è comunale, ma è privata, ne esistono altre due del genere in paese, ma forse gli sarà sfuggito; "si sta migliorando la visibilità del Museo del gesso" ma i realtà - tuona Bozzi - il museo del gesso non è stato mai aperto. Le “casette” del Museo del gesso sono vuote, letteralmente vuote, l’unico passo avanti che è stato fatto negli ultimi anni è stato quello di mettere il vetro alle finestre.»

«E' strabiliante - dice ancora Tullio Bozzi - la conclusione del sindaco Antonio Innaurato, nell'articolo in questione dove dice: “c'è chi scommette che il domani del paese sarà questo: più privato e meno pubblico. L'inversione di tendenza è cominciata”.»

«Ha ragione. - continua Bozzi - Già qualche anno fa vendeva ad un privato, per pochissimi euro e solo con un atto di Consiglio, senza Asta e senza Nulla Osta della Soprintendenza ai Beni Architettonici e Storici, un opificio comunale che per centinaia di anni ha svolto una funzione importantissima nella nostra comunità, cioè quella di forno.»

«Gessopalena partecipa al 25% a società, con Roccascalegna, Torricella Peligna e Montenerodomo, per la vendita e la distribuzione del gas: Carecina gas S.r.l. e Calderali gas S.r.l., una con un Consiglio d'Amministrazione e l'altra con un Amministratore unico. Le due società non hanno dipendenti poiché ad operare è la City gas di Giulianova.»

«Ma il privato entra prepotentemente a Gessopalena - continua Bozzi - nella produzione di energia alternativa, che in questo periodo pare essere un interesse primario dell'Amministrazione di Gessopalena. E' stata realizzata e gestita da un privato, una centrale fotovoltaica da circa 1MWatt su un terreno di proprietà comunale. Mentre in tutta Italia, a parità di potenza prodotta, i comuni realizzano mediamente 70.000€ l'anno, il comune di Gessopalena invece realizza 10.000€.»

«L'attuale interesse di Innaurato, e questa è notizia di attualità, è rivolto all'indizione di una gara per affidare ad un privato la costruzione e la gestione di una centrale idroelettrica sul fiume Aventino, di potenza pari a circa 1MWatt. Questa vicenda ha portato ad una lunga diatriba fra il Sindaco di Civitella Messer Raimondo ed il Sindaco di Gessopalena. Ognuno a difende i propri interessi, legati ad aspetti economici per i relativi territori. Se la centrale alla fine si farà, - conclude Tullio Bozzi - speriamo che la royalty per il comune di Gessopalena non sarà pari a quella del fotovoltaico!»

Legambiente e Wwf Abruzzo difendono strenuamente la moratoria sul piano cave

Fondamentale l’elaborazione di un piano  che regolamenti l'attività estrattiva in regione

Guarda le cartoline del Wwf inviate ai consiglieri regionali

Non si può cancellare il divieto per 18 mesi a rilasciare nuove autorizzazioni di attività estrattive nelle cave. Legambiente Abruzzo difende con forza questa moratoria, contenuta nella Finanziaria regionale, la cui abrogazione è stata richiesta a gran voce da alcune tra le più grandi associazioni imprenditoriali della Regione.

«Questa occasione può essere l'avvio di un nuovo processo di innovazione – spiega Luzio Nelli, della segreteria regionale di Legambiente – La moratoria va assolutamente mantenuta, perché può costituire la base legislativa di partenza per un piano cave che stabilisca regole e che provveda a controlli e sanzioni. Si consideri che l’Italia, con oltre 34 milioni di tonnellate e una media di 565 chili per ogni cittadino, continua a detenere un vero e proprio primato europeo nel consumo di cemento: in un momento di crisi come questo, adeguare il canone al prezzo medio che si paga oggi nel Regno Unito per l’attività di cava (il 20% contro l'attuale media abruzzese, così come italiana, del 4%) non può che portare beneficio alle casse regionali».

«Non si può aspettare oltre per dare all'Abruzzo il suo primo piano cave – ribadisce Luzio NelliOrmai siamo rimasti tra le pochissime regioni che non lo hanno. Un piano cave è necessario sia per regolamentare l'iter autorizzativo sia il numero di cave, che in Abruzzo sono tantissime: 239. L’attività estrattiva può diventare per la Regione Verde d’Europa, come accaduto in altri Paesi, un settore di punta della green economy, che può fare a meno di cave puntando sul recupero degli inerti provenienti dall’edilizia, vista soprattutto la situazione dell'Aquilano. In pochi anni è possibile raggiungere risultati rilevantissimi attraverso l’obbligo di utilizzare materiali provenienti dal riciclo degli inerti edili, da utilizzare al posto di quelli provenienti da cava per infrastrutture e costruzioni, visto che oggi hanno prestazioni assolutamente identiche».

Bertolaso prima del terremoto de L'Aquila: "Riunione Grandi Rischi operazione mediatica"

LE INTERCETTAZIONI

L'ultimo saggio del Prof. Massimo Pasqualone

"Per ragionare di bioetica. Principi, modelli, multiculturalità" è il titolo dell'ultimo saggio del prof. Massimo Pasqualone, docente di Bioetica presso l'università G. D'Annunzio di Chieti-Pescara.

Il libro, per le Edizioni Noubs di Chieti, parte dal principio che la bioetica, come riflessione intorno alle innovative prospettive di nascita, vita e morte in virtù dei progressi della biologia e della medicina, rappresenti l’area di un nuovo incontro-scontro fra pensatori di settori diversi.

   I problemi che questa disciplina analizza coinvolgono ambiti di conoscenza e professionalità differenti, sostenute e  abbracciate da una prospettiva etica: si tratta di definire i diritti e i doveri di ogni singolo alla luce del codice deontologico proprio della medicina, nonché sotto il profilo giuridico; ognuno di questi aspetti apparentemente distinti, si fonda su un pensiero che si interroga sulla laicità morale di quanto nel contemporaneo contesto tecnologico è possibile realizzare per la definizione della dignità della vita, del valore della morte, del bisogno di miglioramento della società umana nel suo complesso.

   Dagli esordi del dibattito bioetico ad oggi, si sono sempre più acuiti i contrasti ideologici fra una morale ispirata al principio della sacralità della vita, che prevede la tutela di ogni forma di esistenza, ed una tesa alla salvaguardia della qualità di questa.

   Il successo della tecnologia, applicata alla fisica, alla biologia e alla medicina, ha messo infatti in mano all’uomo potenzialità prima impensate: dalla divisione dell’atomo all’intervento sulla struttura genetica della cellula vivente.

   Si è aperto così un nuovo fronte di domande antropologiche ed etiche particolarmente acute.

Street Art Utopia

Clicca sull'immagine per vedere tutte le foto del 2011

Fonte: streetartutopia.com

Acquisto di 131 caccia da 120 milioni per aereo

Acquisto caccia F-35, bufera sul governo «15 miliardi costo folle, Monti ci ripensi». Nel mirino 131 aerei della Lockheed Martin. Idv: sono i più cari al mondo e non ci servono. Fli: basta sperperi

Con la crisi e i sacrifici richiesti ai cittadini dal governo, si allarga il fronte politico a sostegno della riduzione delle spese militari. Da Idv a Pd, dai Verdi a Fli, un coro di critiche si è abbattuto sull'acquisto di 131 caccia F-35, prodotti dalla statunitense Lockheed Martin. Costo previsto: 15 miliardi di euro, circa 120 milioni per aereo.

Di Pietro. Molto critico il leader dell'Idv Antonio Di Pietro: «Gli F-35 sono gli aerei da guerra più cari del mondo. Costano così tanto che persino Israele, che della guerra deve preoccuparsi sul serio, ha sospeso l'ordinazione. A noi non servono a niente, ma ce li compriamo lo stesso. Ci compriamo anche una portaerei di stralusso, costo un miliardo e mezzo, più duecentomila euro per ogni giorno di navigazione e centomila per ogni giorno in porto. Poi ci sono dieci nuove fregate. Costo 10 miliardi di euro. Ma tutte quelle inutili armi non si possono toccare, ha detto il ministro, e si capisce perché: è stato lui a ordinarle, prima di diventare il primo militare ministro della Difesa dai tempi di Pietro Badoglio. Il presidente del consiglio Mario Monti ha oggi il dovere di imporre anche al ministro della Difesa e alla Forze armate uno stile un pò più sobrio», conclude.

Raisi (Fli). «È giunto il momento di rompere un tabù, o almeno di rimetterlo in discussione: quello degli sperperi in spese militari legate ancora al vecchio schema degli anni della guerra fredda. Ad esempio, il recente acquisto dei 131 caccia F35, per un valore analogo a quello di una manovra finanziaria».

Marino (Pd). «Speriamo che la fase due del governo Monti preveda una strategia incisiva in materia di liberalizzazioni, ricerca e innovazione. Si vogliono eliminare gli sprechi? Basterebbe un deciso taglio degli armamenti», ha affermato Ignazio Marino (Pd). «Con quei soldi - ha concluso - si potrebbero trovare fondi per il sostegno dei giovani precari oppure sostenere investimenti per la ricerca e l'innovazione».

Bonelli (Verdi). Il Presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli chiede «perché l'Italia non può seguire l'esempio della Germania che anche nel 2010 ha ridotto le spese per gli armamenti di 10 miliardi di euro? È immorale che la super casta degli armamenti continui i suoi profitti come se niente fosse e che, mentre ai cittadini italiani vengono chiesti pesanti sacrifici, non paghi un centesimo con la manovra del governo Monti: chiediamo che ci sia subito un taglio di 15 miliardi di euro per la spesa per armamenti».

Fonte: www.ilmessaggero.it del 02-01-2012

Spedizione alpinistica sulla dea del turchese

"8000 .... un sogno "presentazione del Dott Med. Mimmo di Bartolomeo. Taranta Peligna, 5 Gennaio 2012  ore18.00 presso il Palazzo Malvezzi 

Il Cho Oyu è alto 8201 m, il suo nome in tibetano significa "la dea del turchese" ed è la sesta montagna della terra. Durante l'incontro del 5 Gennaio a Taranta Peligna , si parlerà di una spedizione alpinistica effettuata nel 2006. Interverrà il Dott. Mimmo Di Bartolomeo. Evento organizzato da: Taranta e...dintorni: le nostre origini

Disabili e vita indipendente, alcune domande a tre figure istituzionali

Questa storia, con alcune domande è indirizzata essenzialmente a tre figure istituzionali della nostra regione: la Commissaria alla sanità D.ssa Baraldi, all’assessorato alla sanità (o all’assessore se esiste, o magari al suo comunque fattivo fantasma) e al dirigente della Agenzia Sanitaria Regionale (d.ssa Crocco?).

Naturalmente correggeteci se sbagliamo qualcosa.

Accade che da anni, noi che cerchiamo di avere una legge regionale sulla Vita Indipendente, ci sentiamo rispondere, da tutti, nessuno escluso, “siamo con voi e la faremo, ma abbiamo bisogno di dati per valutare il risparmio in alcuni ambiti e la spesa eventualmente aggiuntiva o addirittura il risparmio complessivo”.

Allora abbiamo formalmente richiesto alcuni dati, soprattutto quelli relativi alla istituzionalizzazione dei disabili alla Direzione Sanitaria Regionale; la richiesta (anche in base alla legge sulla trasparenza)  è datata 9 marzo 2011.

A tutt’oggi nessuna risposta. Nella nostra Via Crucis, abbiamo incontrato anche dei funzionari regionali, bravissimi e coscienziosi, dei quali omettiamo i nomi solo per non metterli in imbarazzo: questi funzionari hanno cercato anche loro di avere questi dati; neanche loro ci sono riusciti. Gli unici dati disponibili sono quelli dell’INPS, troppo generali e non utili, e quelli delle varie commissioni di accertamento (quelle che, in pratica, assegnano la patente di disabile grave)  in base alla L. 104, comunque parziali in quanto per un dato complessivo si dovrebbero contattare tutte le ASL e le commissioni e non riguarderebbero, comunque, le istituzionalizzazioni delle persone con disabilità grave e gravissima.

A questo riguardo, va menzionata la vicenda quasi comica della ricerca del dato sul numero dei pazienti gravi di SLA nella regione, il tutto per assegnare a loro e solo a loro circa € 2.800-000,00, sfociata nella richiesta di questi dati alle associazioni territoriali di patologia specifica le quali, in maniera del tutto empirica, hanno cercato di fornirli.

Sembra insomma, che non si riesca a sapere, nell’era dell’informatica, quanto la sanità abruzzese spenda per le persone con disabilità tenute nei vari istituti, tantomeno la spesa complessiva socio sanitaria.

Un dato, quello del costo relativo alle istituzionalizzazioni dovuto ad altre regioni, o che, altre regioni devono alla sanità abruzzese sembra essere presente presso il Ministero della Salute che, per fare i calcoli di compensazione interregionale, dovrebbe averli per forza; ma a chi tocca chiederli?

Ora, a prescindere dalla indubbia utilità di questi numeri per la legge in questione, ci poniamo e vi poniamo alcune domande:

1. Se i dati esistono perché sono nascosti anche ad altri settori della stessa regione?

2.  Se i dati non esistono, perché?

Ora ci permettiamo alcune speculazioni nel caso che i dati non esistano:

come è possibile che né i vari assessori, né i vari dirigenti, né i vari commissari abbiano mai sentito questa necessità?

Come è possibile che l’ASR, con un bellissimo sito (dove però non si reperisce nessuna informazione utile per il cittadino e, a quanto sembra neanche per le stesse istituzioni), nel quale si parla persino di studi epidemiologici, e di integrazione socio-sanitaria, svolga le suddette attività senza disporre di questi dati?

Come è possibile che, sulla spesa sanitaria, circa 2 miliardi e 400 milioni di euro, quasi l’85% della spesa regionale, apparentemente il controllo avvenga solo sui LEA (livelli essenziali di assistenza) mentre tutto il resto sfugga?

E, soprattutto: quale programmazione viene fatta con il Piano Sanitario Regionale senza questi e chissà quanti altri dati fondamentali?

Su quali dati discuterà e lavorerà il nascente tavolo regionale di integrazione Socio-sanitaria? (al quale siedono di diritto anche i sindacati, certo NON nostri rappresentanti; forse i dati li forniranno loro? O forse neanche a loro interessa averli?)

Un commento facile e superficiale ci porterebbe ad affermare che alcuni politici sono troppo impegnati a dividere le spoglie di morenti istituti riabilitativi, mentre alcuni dirigenti, impreparati o disinteressati, non ritengono utili certi dati ed organizzano il lavoro degli uffici in maniera approssimativa e casuale, ed alcuni commissari, forbici in mano, non si curano di certi “dettagli”.

Ma noi non siamo superficiali e affermiamo che sicuramente c’è stato un disguido; che tutti, funzionari, politici e commissari sono bravi, forse solo qualche volta e in alcuni casi “distratti”; che i Piani Sanitari e anche quelli Sociali sono fatti con tutti i dati disponibili; che le finalità degli attori in questione sono: non discriminazione, razionalità di spesa e onestà intellettuale.

A costo di passare per ingenui, osiamo anche affermare che tutti coloro che si sono espressi a favore di questa legge siano in buona fede e veramente desiderosi di promulgarla ... o no?

Attendiamo fiduciosi smentite, correzioni, dati certi e soprattutto ... LA LEGGE!

Nicolino DI DOMENICA Responsabile Movimento Vita Indipendente Abruzzo         Disability Manager Presidente UILDM Pe – Ch.

Dott. Camillo GELSUMINI Vice Presidente AIAS sezione di Lanciano Onlus Responsabile Sportello Disabilità Prov. Pescara

Un laser a infrarossi per datare i reperti

L'età di un reperto? La svela metodo low cost. Un laser messo a punto dall'Ino-Cnr aiuta nella datazione dei resti archeologici

Niente più costose ricerche tramite spettrometri di massa, adesso l'età di un reperto archeologico viene svelata grazie a un innovativo laser infrarosso, messo a punto a Firenze, dall'Istituto nazionale di ottica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ino-Cnr), che ha svolto alcuni esperimenti presso lo European Laboratory for Nonlinear Spectroscopy (Lens) di Sesto Fiorentino.

Si tratta del il primo apparato sperimentale che rileva per via ottica la concentrazione di radiocarbonio, elemento utilizzato per datare ritrovamenti organici. La strumentazione, economica e maneggevole, è capace di individuare molecole in quantità particolarmente basse con ricadute in settori come medicina, sicurezza e ambiente. Il sistema occupa uno spazio quasi cento volte inferiore rispetto alla apparecchiature attualmente utilizzate ed è più economico di almeno dieci volte.

Da oltre trent'anni, il calcolo della quantità residua di carbonio 14, detto anche radiocarbonio, è uno dei metodi più diffusi per stabilire l’età dei reperti archeologici di origine organica, come legno, carta, ossa e tessuti. Queste analisi vengono generalmente effettuate con degli spettrometri di massa, apparecchiature, costose e imponenti, che sono disponibili solo nei più grandi e attrezzati laboratori di fisica nucleare. Un’alternativa pratica arriva adesso dalla strumentazione made in Florence basata sulla luce laser infrarossa.

Il radiocarbonio, come il normale carbonio, entra a far parte degli organismi viventi attraverso la respirazione e l’alimentazione, ma essendo radioattivo dopo un certo tempo sparisce, trasformandosi in azoto. Poiché con la morte se ne interrompe l’assunzione, da quel momento la sua quantità nell’organismo diminuisce progressivamente, rendendolo un eccellente ‘orologio’ per misurare l’età di reperti contenenti materiali di origine biologica.

Fonte: www.intoscana.it del 30-12-2011

Concerto lirico a Pescina

Concerto lirico  “…AH! CHE BEL MESTIERE!!” . Pescina, 28 Dicembre 2011, ore 21:00, Teatro San Francesco

L’Amministrazione Comunale di Pescina è lieta di informare che, presso il Teatro San Francesco, incastonato tra le rue del meraviglioso centro storico di Pescina, il giorno 28 dicembre, alle ore 21:00, si terrà il concerto lirico “…Ah! Che bel mestiere!!”.
L’evento, organizzato dall’Associazione Culturale San Francesco con il patrocinio del Comune di Pescina, vedrà come protagonisti giovani talenti della lirica nazionale che si esibiranno su arie e duetti d’opera tratte dai più celebri capolavori della storia lirica italiana ed internazionale.

Il giovane baritono Daniele Antonangeli, promettente talento della lirica,  già vincitore della 65esima edizione del Concorso del Teatro Lirico Sperimentale, recentemente applaudito e apprezzato nella “prima” della “Madame Butterfly” di Giacomo Puccini, presso il Teatro A.Belli di Spoleto, salirà sul palco di casa per esibirsi con gli artisti Letitia Vitelaru (soprano) e Giampaolo Franconi (tenore). Gli artisti saranno accompagnati al pianoforte da Marco Borroni.

Il programma musicale, ricco e variegato, spazierà dai capolavori di G. Puccini e G. Donizetti a quelli di G. Rossini e Tosti, passando per le grandi opere mozartiane sino ad arrivare al melodramma lirico “Aria dei gioielli” tratto dal “Faust” di Gounod.

Un appuntamento di grande rilevanza artistica e culturale che si colloca nell’ambizioso progetto dell’Amministrazione Comunale della Città di Pescina di promuoversi come “Culla della cultura”, partendo dalla valorizzazione dei giovani talenti pescinesi.
Per info e prevendite contattare l’Associazione San Francesco ai seguenti numeri: Tel 0863/842385 – 3345811454 – 3393661493.    
 

Fino a scalfire le piete

"Fino a scalfire le piete" - Spettacolo in memoria della Brigata Maiella. Gessopalena, 18 Dicembre 2011 ore 18:00, Teatro Comunale

Concerto acustico per Fabrizio De André

"Dai carruggi a mare", Concerto acustico per Fabrizio De André, Mercoledì 7 Dicembre ore 21.00, Teatro Comunale di Atessa "Antonio Di Jorio"

I maggiori successi di Fabrizio De Andrè, saranno rielaborati ed eseguiti dal vivo dal quartetto acustico “Friotto e Bandautore” e dal gruppo corale “Cromaticoro” di Lanciano.
Collaboreranno allo spettacolo le allieve del Centro Studi Danza di Cristina Nudi per ciò che concerne il supporto coreografico al concerto, e il vincitore del premio nazionale De Andrè –sezione poesia- Paolo Cristalli.
L’apparato scenico rudimentale, gli arrangiamenti deliberatamente “acustici” e l’utilizzo del solo pianoforte, della fisarmonica,delle percussioni e delle voci focalizzeranno l’attenzione sulla poetica dei brani, contribuendo a far emergere la figura di Fabrizo De Andrè e le principali tematiche della sua produzione musicale.
I brani saranno organizzati secondo un percorso “concept”, più specificamente raggruppati in macro-filoni concettuali, quali la religione, il sociale, la guerra e l’amore, e incastonati in un unico percorso introspettivo. Contrariamente a quanto di solito accade, l’esecuzione avverrà "a flusso” ovvero senza interruzioni, con lo scopo di dare allo spettatore la percezione di un “concerto-storia” in atto unico.

FRIOTTO E BANDAUTORE in collaborazione con CROMATICORO
BIGLIETTO: €10
PREVENDITA: "DOLCI TENTAZIONI", P.zza Oberdan-Atessa
VENDITA: TEATRO COMUNALE "A.DI IORIO" 7 dicembre 2011 dalle ore 15.00

Associazione Promozione Sociale NOVECENTO 
Contatti:
Luigi Friotto 328/9021288   
Rosanna Torriero 347/9106153

Convegno ad Aielli per intitolazione piazza al Prefetto G. Letta

Convegno Aielli. ANPI: "Interverremo presso il Ministero dell'Interno per la Piazza dedicata al Prefetto Fascista"

"L'ANPI interverrà presso il Ministero dell'Interno per far sì che sulla vicenda della piazza di Aielli intitolata al prefetto fascista Guido Letta si faccia marcia indietro". E' quanto ha affermato Luciano Guerzoni, della segreteria nazionale dell'ANPI, intervenendo in occasione del convegno storico dal titolo "Fascismo e storia d'Italia: tra vicende individuali e tragedie collettive. Il caso di Aielli", organizzato dall'associazione in seguito alla decisione dell'amministrazione comunale del paese aquilano di cambiare l'intitolazione di Piazza Risorgimento in Piazza Guido Letta (prefetto del regime fascista, nonché attuatore ed esaltatore delle leggi razziali).

"La decisione del sindaco del comune aquilano, che tra l'altro presenta estremi di incostituzionalità - ha aggiunto Guerzoni -, è stata talmente avventata da non aver fatto piacere neppure al nipote del prefetto, l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta".

Sono almeno un centinaio le persone che oggi hanno preso parte al convegno, svoltosi nella sala parrocchiale di Aielli Stazione. All'iniziativa hanno partecipato non solo semplici cittadini e militanti dell’associazione, ma anche amministratori locali ed esponenti politici della Marsica. C'erano, tra gli altri, Victor Magiar, della Comunità Ebraica di Roma, e lo storico Franco Botticchio.

"E' assolutamente sbagliato intitolare la piazza di Aielli a Guido Letta. - ha affermato Botticchio - Dopo la guerra il prefetto tentò di rientrare nei ranghi del Ministero, ma fu uno dei pochi funzionari di polizia ad essere realmente epurato. Chiese addirittura una raccomandazione ad Andreotti, ma questi si rifiutò di aiutarlo".

I tanti cittadini di Aielli intervenuti hanno chiesto a gran voce che la piazza torni a chiamarsi piazza Risorgimento e che il busto venga rimosso immediatamente.

Il Castrum di Vino a Casalbordino

Centro Storico di Casalbordino, 19 e 20 Novembre 2011 dalle ore 16.00 festa dell'Olio e del Vino Novello

Stefano Benni apre il IX Festival delle Letterature dell’Adriatico

Verrà inaugurato da Stefano Benni il IX Festival delle Letterature dell’Adriatico a Pescara. Da domani oltre 100 autori e artisti racconteranno la scrittura in ogni sua forma.

di Cristina Mosca

Domani mercoledì 16 novembre alle 18,30 la kermesse si aprirà, presso l’auditorium Leonardo Petruzzi di via delle Caserme, con i saluti introduttivi degli organizzatori del Festival Vincenzo D’Aquino e Giovanni Di Iacovo; di Elena Seller, assessore alla cultura del Comune di Pescara; e di Licio Di Biase, consigliere del consiglio comunale di Pescara.
Alle 19 il giornalista Oscar Buonamano condurrà, alla presenza dell’autore, la presentazione del libro di Stefano Benni “La traccia dell’angelo”. Lo scrittore più ironico d’Italia scrive stavolta una storia intima e delicata in cui il Benni gioioso e scoppiettante che tutti abbiamo imparato a conoscere fin dai tempi di “Bar Sport”, vero e proprio classico della narrativa umoristica italiana, veste i panni più dismessi e si cimenta con una trama forte e un ritmo alto senza perdere mai colpi. In costante equilibrio tra reale e surreale, proponendo riflessioni morbide ma molto suggestive, graffianti e visionarie, Stefano Benni racconta la storia di Morfeo e della sua malattia, realizzando una vera e propria denunzia poetica indirizzata contro lo strapotere dell’industria delle cure e di certa medicina.
Genio della satira italiana, Stefano Benni è scrittore, poeta, e autore di poemi satirici, di testi per il teatro e per la televisione, di sceneggiature e di articoli giornalistici per periodici e quotidiani, da “Panorama” a “Repubblica”, da “Il manifesto” al francese “Libération”. Ha scritto numerosi romanzi e antologie di racconti di successo, tra i quali “Bar Sport”, “Elianto”, “Terra!”, “La compagnia dei Celestini”, “Baol”, “Saltatempo” (Premio Bancarella 2001), “Margherita Dolcevita” e “Il bar sotto il mare”. È ideatore della “Pluriversità dell'Immaginazione” e dal 1999 cura la consulenza artistica del festival internazionale del jazz “Rumori mediterranei” di Roccella Jonica.

Il IX Festival delle Letterature dell’Adriatico animerà le vie del centro storico e del centro urbano di Pescara fino a domenica 20 novembre 2011. Il programma, scandito giorno per giorno, è su www.festivaldelleletterature.com e vede per protagonisti autori nazionali e regionali, con numerose incursioni nel mondo enogastronomico, artistico e musicale del panorama locale.

L’ideazione e la direzione artistica del Festival è di Giovanni Di Iacovo e di Vincenzo D’Aquino. Il Festival è organizzato dall’agenzia di comunicazione culturale Mente Locale e gode del sostegno del Comune di Pescara e della Presidenza del Consiglio della Regione Abruzzo. L’edizione 2011 ha come main sponsor il Città Sant’Angelo Outlet Village, è affiancata da partner come Torri Camuzzi, Scuola Internazionale di Comics, La Feltrinelli e l’associazione Vignaioli d’Abruzzo ed è sostenuta anche da sponsor privati come Coop Adriatica, CGIL Abruzzo, Il Centro, Rotary Club Pescara Ovest, Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo, Banca di Credito Cooperativo di Castiglione Messer Raimondo e Pianella, Porto Turistico Marina di Pescara, Jayson’s Irish Pub, Geosis Viaggi, Health Project, Isidoro Gallery e Schirato Hotels.

United colors of Avis, tutti i colori della donazione

Una festa multirazziale per celebrare la gioia della donazione

di Cristina Mosca

Domenica. 13 novembre 2011 – Una platea multirazziale ha festeggiato, ieri sabato 12 novembre, l’avvio del progetto del Csv Pescara  “United colors of Avis – Tutti i colori della donazione”. Il progetto è stato finanziato interamente dal Csv di Pescara e si è classificato primo nel bando 2011 per le attività di promozione della cultura del volontariato e di formazione. “United colors of Avis” proseguirà da gennaio con incontri formativi ed esperienziali sull’integrazione e la donazione.

L’evento di sabato, realizzato con la collaborazione con Avis Abruzzo e le associazioni Movimentazioni, Baobab Pescara e Comunità Eritrea in Abruzzo, si è svolto presso la Libreria Primo Moroni di Pescara e si è posto l’obiettivo di stimolare l’integrazione tra le comunità immigrate nella realtà socio-sanitaria locale attraverso la donazione del sangue. È stato possibile, per esempio, visitare l’autoemoteca, l’unità mobile di raccolta dell’Avis di Pescara, in modo da poter meglio comprendere, grazie alla disponibilità dei medici prelevatori dell’Avis, i risvolti tecnici e pratici di questo atto responsabile d’amore.

«Occasioni di questo genere di condivisione collettiva confermano che la donazione è un atto gioioso ed alla portata di tutti» spiega Marco Cozza, presidente Avis Pescara, che insieme al presidente regionale Pasquale Colamartino e al direttore sanitario Aldo Spanò è stato presente per l’intero pomeriggio.

Durante la giornata “Il giromondo”, il laboratorio creativo interculturale curato da Barbara Magliani e Fiorella Paone, ha sensibilizzato alla diversità bambini dai 3 ai 9 anni con letture e attività manuali; successivamente, nella presentazione del saggio “Antropologia della donazione” di Annamaria Fantauzzi, docente di antropologia culturale e medica presso l’università di Torino-Cermes-Cnr-Ehess Parigi, moderata dalla giornalista Giulia Innamorati, è stato approfondito il rapporto che intercorre tra medico e donatore e le motivazioni socio-culturali che portano un italiano e un extracomunitario a scegliere di donare il sangue.

La serata si è conclusa di fronte all’autoemoteca, con l’aperitivo etnico “L’Africa racconta” realizzato in collaborazione con l’associazione Comunità Eritrea in Abruzzo, a base di bevande e di piatti tipici della cucina eritrea, compreso il “rito del caffè”. I maestri del gruppo Baobab Ismael Kantè e Pino Petraccia, hanno coinvolto abruzzesi e immigrati nella musica della tradizione dell’Africa occidentale. (Foto: Fabio Notarfranco)

Premio di poesia Anni d’argento

Il poeta napoletano Giuseppe Vetromile con la poesia Controvento si è aggiudicato la XVII Edizione del Premio di poesia Anni D’argento, organizzata dall’Associazione Pensionati Guardiesi, presieduta da Claudio Colasante

La giuria, coordinata da Massimo Pasqualone e presieduta da Italo Radoccia, con Valerio Baldassarre, Mario D’Alessandro, Luca Paolucci, ha assegnato il secondo premio a Armando Giorgi di Genova, il terzo a Franco Fiorini di Frosinone. Segnalati Alessandro Corsi di Livorno, Luciano Testai di Pisa, Loriana Capecchi di Pistoia, Marcello De Santis di Tivoli, Adelo Cavuti di Teramo, Antonio Giordano di Palermo, Mario Rolando Mangiocavallo di Vasto, Carla Baroni di Ferrara, Sandro Marano di Bari, Giancarlo Angelini di Genova. Per la sezione poesia edita il primo premio è stato attribuito al libro Parole sparse sul maggese di Fantino Mincone, Edizioni Sigraf di Pescara.

La cerimonia di premiazione si è svolta nel salone comunale di Guardiagrele, alla presenza del sindaco Sandro Salvi dell’assessore Floriano Iezzi del consigliere regionale Lucrezio Paolini e con la musica della corale Anna Tantalo diretta dal Maestro Luca Luciani.

Comunicato Stampa Massimo Pasqualone del 14-11-2011

Censimento e dati “sensibili”

Ci sono dei dati il cui segreto è custodito meglio dei tesori d’arte come la Gioconda o la Pietà di Michelangelo. Mi riferisco ai dati sulle persone con disabilità. Provare per credere.

di Camillo Gelsumini

Cercate di ottenere dagli uffici della vostra regione il numero delle persone con disabilità grave e gravissima, da certificazione legge 104 e vedete il risultato. Se ci riuscite siete più bravi del Commissario Montalbano, perchè vi risponderanno che sono dati sensibili, ove per “sensibili” si deve intendere : “non ve li diamo!”.

 Il sospetto che viene è che neanche loro, in realtà, li abbiano, e che non sappiano neanche dove andarli a prendere. Tant’è vero che quasi tutti i Piani di Zona degli Enti d’Ambito Sociali Territoriali, presentano dati “presuntivi” e di massima.
Solo l’INPS è in grado di dire quante indennità di accompagnamento eroga (e vorrei ben vedere).
Ora arriva il censimento.
Qualche ingenuo penserà:” finalmente ci chiederanno, tra le tante domande, se in famiglia c’è un disabile grave, se è ricoverato, se ha un famigliare dedicato a lui per 24 ore al giorno” e, magari, anche quali problemi comporta ecc. ecc.. manco per sogno!
Quello che interessa sapere fondamentalmente sono notizie sulla casa e sulla composizione famigliare.
Su questi due punti, fateci caso, le notizie che interessano, sono quelle dalle quali si potranno desumere, essenzialmente dei dati, che, dal punto di vista sociologico, indicheranno che tipologia di consumatori siamo stati e potremo essere nel futuro.
Almeno questo è quello che desume un comune cittadino.
Sicuramente qualche professorone ci spiegherà che non è così, che la finalità di questo censimento obbligatorio è ben altra, magari riuscirà anche a convincerci che i dati che si desumeranno serviranno ad indirizzare le politiche economiche e sociali del governo ecc.;  sarà pur vero, ma a me rimane il fastidioso sospetto che questi dati serviranno sì ad indirizzare le politiche economiche ma non del governo, piuttosto delle multinazionali che ormai dominano la nostra vita e che,  a spese della società, quindi nostre, avranno, come hanno sempre avuto del resto, una marea di dati utilissimi per le loro strategie di mercato.
Ritorniamo ai dati sulle persone con disabilità e poniamoci una domanda: perchè l’accesso a questi dati, ammesso che esistano e siano attendibili, è quasi impossibile?   Eppure, dovrebbero interessare anche tutte quelle multinazionali, per esempio quelle degli ausili, insieme al mondo della sanità e del sociale che vive, sopravvive, specula e spesso si arricchisce sulle spalle della disabilità.
Il fatto è che, se questi dati fossero resi pubblici finalmente si potrebbe fare una seria programmazione e ripartizione nel campo del sociale; finalmente potrebbe esserci una presa di coscienza dell’immenso valore economico della disabilità e, Dio non voglia, lo sconvolgimento sociale potrebbe essere tanto forte che, tutti i potentati che prosperano sull’ignaro e inconsapevole disabile potrebbero tremare.
Che cosa c’entra il censimento?
Il censimento avrebbe potuto essere uno strumento formidabile per il rilevamento di quei dati che interessano tutti coloro che si occupano, magari volontariamente e cioè gratis, di sociale. È ben per questo che si evitano accuratamente quelle domande che potrebbero far emergere lo stato di sfinimento e prostrazione vissuto dalle famiglie che supportano e sopportano al loro interno una persona con disabilità, o magari tossicodipendente o magari uscito di galera in cerca di redenzione.
Ciò che sembra interessare con questo censimento è riuscire a desumere dati come: quanti televisori o lavatrici si compreranno nei prossimi 10 anni, quante persone saranno in cerca di appartamenti da acquistare nei prossimi 10 anni. Quanti invecchieranno e quindi avranno bisogno di una casa di riposo, o di bare, o di loculi (perdonatemi l’ironico cinismo) o meglio ancora di farmaci per l’artrosi o i reumatismi, o addirittura di vaccini.
Credo che interessi anche sapere: quanti sono totalmente inutili come “consumatori” e quindi da ignorare completamente, come se non esistessero.
Di sicuro non interessano quei dati che griderebbero al mondo l’enorme quantità di disagio sociale che sarebbe espresso dalle persone “deboli”, come ultimamente vengono definite nelle stanze istituzionali.

Movimento Vita Indipendente Abruzzo - Dott.Camillo Gelsumini Presidente UILDM PE-CH.