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Lame di luce

Io, noi e il Mondo

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Se Atene piange...
La sclerotizzazione del dibattito politico di questi mesi è tale che oggi si considera Grillo e il suo blog, noto a chi legge i blog, e modestamente, questo blog, da qualche anno, come la novità assoluta dell'autunno 2007.
Sappiamo tutti chi sia Grillo, e cosa abbia scritto, e detto, negli ultimi mesi. Bastava leggere, o ascoltare qualche suo spettacolo (come noi abbiamo fatto, a Torino, la scorsa primavera). E ci si rendeva conto del fatto che si trattava dell'esasperazione condivisibile di un ex-comico, oggi trasformatosi in fustigatore del malcostume perché forse quello è il terreno più fertile per uno come lui. E di malcostume in Italia è pieno, come purtroppo anche questo sappiamo. Di denuncia in denuncia Beppe ci ha preso gusto e oggi ha forse più inclinazione politica di qualche mese fa, ma mi fermerei qui.
L'improvviso panico della sinistra per il grillismo, corroborato dal libro denuncia di Stella e Rizzo sulla "casta", è segno della miopia dei politici, incapaci di vedere la realtà se non gliela squaderna brutalmente sotto gli occhi un comico che allarga un po' i suoi orizzonti.
Si è dunque fatto un gran discutere di "casta" e di antipolitica, assumendo che il problema sia nato ora.
E' chiaro che si tratta di un problema di assai lungo termine, basti pensare al 93 e alla nefasta conseguenza del berlusconismo, che dell'antipolitica ha fatto una bandiera, benché Berlusconi per primo sia il trionfo della politica.
Probabilmente, e qui dobbiamo fare ammenda in prima persona, durante il periodo nero del quinquennio berlusconiano non abbiamo sufficientemente preteso che la politica si redimesse e si ripulisse, specialmente a sinistra.
Vi era un'emergenza democratica, e si pensava che, rimossa quella, vi sarebbe stato un mondo migliore, con una politica migliore.
Invece abbiamo scoperto che i politici di sinistra si stanno rivelando nefasti quasi come quelli di destra, e ciò ci dà uno speciale sconforto. Pensavamo che dopo la destra nulla di peggio ci potesse capitare, e che la sinistra ci avrebbe dato una speranza. Non ce l'ha data, e questo ci rattrista, e ci fa arrabbiare.
Avremmo voluto gente nuova, pulita, aliena dal malaffare della destra, dall'ansia di apparire, dalla smania di polemizzare, capace di fare e non di parlare.
Non l'abbiamo avuta, perché al fianco di stimabilissime persone abbiamo avuto una pletora di politicanti che hanno d'un tratto scoperto l'eldorado del potere, violentandolo da sinistra, dopo averlo sventrato da destra.
Solo che l'antipolitica scatta perché "di là" ci sono di nuovo loro, e allora, a un povero elettore di sinistra, cosa resta? Non vogliamo morire berlusconiani, e si sappia che se a sinistra la gente non ci piace, a destra peggio che mai.
Questo è ciò che dell'antipolica nessuno ha detto: i politici di sinistra deludono specialmente perché di quelli di destra abbiamo ancora meno stima. Se questi sono pessimi, quelli sono inaccettabili....
Disastro rampante
Non c'è che dire: in Ferrari quest'anno hanno capito come si fa a buttare qualche centinaia di milioni di euro per inseguire un mondiale di Formula 1 costellato di errori marchiani e di incredibili sviste. Forse la settimana prossima il fortunato Lewis Hamilton festeggerà il suo primo titolo di campione del mondo, o forse bisognerà attendere il Gran Premio del Brasile, ma la realtà, a Maranello, è plumbea.
Si inizia con la scelta incongrua dei piloti: perché Raikkonen, e non Alonso, due volte campione del mondo con la Renault e ben felice di correre in Italia ripetendo le orme del grande Michael Schumacher (da casa Briatore a Maranello)? Perché un pilota di ghiaccio privo di ogni slancio e non il vero fuoriclasse dei nostri anni?
Dopo il lungo periodo al fianco di Schumi, poi, la Ferrari si priva di Ross Brawn, ineguagliabile stratega ai box, e, con la Formula 1 moderna, arma micidiale contro ogni avversario. Al suo posto, un'accozzaglia di giovani inesperti, e, col senno di poi, poco abili navigatori.
La diatriba con Nigel Stepney introduce lo scandalo dello spionaggio in favore della McLaren (ben maschina vincitrice...), ma sarebbe bastata una più accorta gestione delle persone affinché il malanimo di Stepney non si traducesse in così aperta avversione verso la Ferrari. In fondo, Stepney non doveva essere poi questo idiota se Schumacher lo ha voluto sempre al suo fianco e se è stato in grado, con le sue soffiate, di rigenerare una scuderia moribonda come la McLaren degli ulimi anni...
Nel corso dei singoli Gran Premi, infine, la strategia Ferrari è parsa quasi sempre suicida. Fino al delirio della gara di stamattina, quando è stato sbagliato tutto lo sbagliabile, mettendo in condizione i piloti di non vincere e di fatto nuocendo alle prestazioni di tutta la squadra.
Insomma, la Ferrari quest'anno ha fatto un'ottima macchina, come spesso è accaduto nell'ultimo decennio. Ma non l'ha gestita minimamente, avvertendo in modo drammatico la partenza del grande Kaiser sette volte mondiale.
Urgono provvedimenti, si avverte un senso di spreco di denaro e di energie...