RSS news directory. Notizie in rilievo.
HOME INVIO DI ARTICOLI RICERCA
» Home » Comunicati stampa »
:: Italia dei Diritti

Italia dei diritti.it

Tutti i comunicati relativi alle iniziative dell'Italia dei Diritti, il movimento fondato e presieduto da Antonello De Pierro, con interventi dei vari responsabili territoriali e tematici.

Joomla! - il sistema di gestione di contenuti e portali dinamici

 << Feed precedente / Feed successivo >>
Via libera allo sgombero di 200 campi Rom a Roma, Calgani invita al dialogo

Appello del  responsabile romano dell?Italia dei Diritti a «agire insieme alle amministrazioni locali, anche per evitare emergenze umanitarie»

 

Roma ? Bibbidi-bobbidi-bu: si può risolvere un problema vecchio decenni nell?arco di sette giorni, parola di Gianni Alemanno, sindaco. Entro una settimana Roma non ospiterà più campi nomadi abusivi. A pochi giorni ? era il 27 agosto ? dal tragico rogo nel campo di Via Morselli in cui è morto un bambino di tre anni, il primo cittadino della Capitale annuncia il repentino sgombero di circa 200 insediamenti irregolari.

«Queste sono sparate di impatto mediatico che poi finiscono col creare enormi problemi alle amministrazioni locali ? commenta Alessandro Calgani, responsabile romano dell?Italia dei Diritti ? perché costringono ad azioni che non vengono preliminarmente concordate come dovrebbero».

Per primi saranno sgombrati i campi ritenuti più pericolosi, anche (ma non solo) dal punto di vista igienico ? sanitario.

«Non abbiamo nulla in contrario alla messa in sicurezza di strutture precarie ? continua l?esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro ? purché non si creino agglomerati ? ghetto, inutili ed inumani».

Alla politica dei muscoli si contrappone quella della testa, del dialogo. «Spesso le polemiche circa il tasso di criminalità nei quartieri che ospitano i campi sono strumentali ? continua Calgani ? la verità è che spesso nascono per mancanza di dialogo e concertazione con le amministrazioni dei municipi e con la popolazione residente».

Attacco di Dell?Utri ad Antonio Di Pietro su Tg1, lo sdegno di Soldà

Il vicepresidente dell?Italia dei Diritti parla di «attacco antidemocratico» da parte del servizio pubblico

 

Roma ? «Ma che bella idea di servizio pubblico ha Minzolini ? tuona Roberto Soldà, vicepresidente dell?Italia dei Diritti ? fregatene dell?informazione e sbatti il mostro in prima pagina. Purtroppo il direttore ha già dato prova di simili atteggiamenti, cosa ci si può aspettare?».

Primo canale della televisione di Stato, prima serata. In luogo del telegiornale va in onda una fiction: Marcello Dell?Utri, già condannato per mafia, va giù duro contro Antonio di Pietro. Senza contraddittorio, senza replica, senza interruzione. «è inammissibile ? rincara la dose Soldà ? una tale spocchia, una così incredibile prosopopea nei confronti del presidente di un partito che da sempre è in prima fila nella difesa dei diritti di tutti i cittadini, senza eccezioni. Di Pietro, però, sembra non avere grande spazio sulla televisione di Stato. Invece non ha problemi a trovarlo un personaggio sul quale sono state scritte, in negativo, pagine e pagine di cronache giudiziarie».

Pancho Pardi, capogruppo Idv in commissione Vigilanza, e il portavoce del partito Leoluca Orlando hanno annunciato un esposto. «Non può essere concepita una così assoluta mancanza di democrazia nel servizio pubblico ? continua l?esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro ? si tratta di un servizio dei contribuenti, pagato dai contribuenti. E deve rappresentare tutti, a prescindere dal credo politico».

Stop del Consiglio di Stato ai rincari sul Gra, il punto di Marinelli

Il responsabile per la Tutela dei Consumatori del?Italia dei Diritti:?La sentenza del Consiglio di Stato mi sembra ben poca cosa rispetto all?atavica carenza di servizi pubblici con cui i romani devono fare i conti tutti i  giorni?

 

Roma ? Il Consiglio di Stato ha confermato la sospensione dei rincari dei pedaggi sui caselli autostradali d?immissione al Gra disposta dal Tar del Lazio, respingendo il ricorso presentato dalla presidenza del Consiglio dei ministri e dall?Anas. Il balzello era stato già sospeso dal 5 agosto scorso a seguito del ricorso presentato dal presidente della Provincia Nicola Zingaretti, che per primo si era mosso contro la decisione del Governo di aumentare i pedaggi ricorrendo al tribunale regionale.?Siamo di fronte al condannato a morte a cui si dà la possibilità di scegliere come farla finita ? ha detto Vittorio Marinelli responsabile per la Tutela dei Consumatori dell?Italia dei Diritti ? perché il pedaggio sul Gra sarebbe stato l?ennesima vessazione per quei dannati che ogni giorno impiegano due o tre ore del loro tempo per recarsi a lavoro. Purtroppo a differenza degli antenati amministratori, che avrebbero creato una rete ferroviaria adeguata, gli attuali saccheggiatori della cosa pubblica hanno lasciato alle greggi dei trattori di campagna, tra cui anche il raccordo anulare, definito addirittura grande?.

 

La decisione oltre al plauso del presidente Zingaretti ha riscosso il consenso delle associazioni dei consumatori e dei comuni dell?hinterland romano che fin dall?inizio si erano dichiarati contrari al provvedimento che sarebbe andato a pesare sulle tasche dei pendolari.?Chiunque faccia un confronto con le altre capitali europee come Madrid ? ha proseguito nella polemica l?esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro ? si rende conto di quanto questo risulti essere impietoso. Basti pensare alle 11 linee della metropolitana, ai tre raccordi anulari, e alle autostrade urbane presenti nella capitale spagnola. Ciò premesso, poca cosa appare la conferma del Consiglio di Stato della sentenza del Tar, quando qualsiasi pendolare baratterebbe il pedaggio in cambio delle 11 linee metropolitane che i romani si possono anche sognare?.

Il Campidoglio non eroga buoni pasto a nonni- vigili, disappunto di Soldà

Il vicepresidente  dell?Italia dei Diritti:?Mi auguro di cuore che queste persone siano presto ricompensate. Il rispetto per l?anziano  è essenziale, in una società in cui domina una forte crisi di valori.?

 

Roma -  Il Comune di Roma ritarda il rimborso spese per 2.000 nonni-vigili aderenti al progetto Un amico per la città, il servizio di vigilanza volto al controllo del traffico davanti alle scuole durante il periodo scolastico e promosso dall?assessorato capitolino alle politiche sociali, il quale prevede come ricompensa buoni pasto per i pensionati volontari. In merito all?ennesima vicenda a danno delle fasce più deboli, incalza Roberto Soldà, vicepresidente dell?Italia dei Diritti: ?L?amministrazione comunale guidata da Alemanno dovrebbe porre rimedio a questi spiacevoli episodi a danno di persone oneste che tutelano l?incolumità dei bambini, ed è vergognoso che il progetto in questione venga vanificato per colpa di chi viene meno al suo dovere?.

 

A  pochi giorni dalla ripresa delle attività scolastica, i volontari senior promettono a malincuore di abbandonare il progetto sopra citato, in quanto lamentano la mancata erogazione dei buoni pasto di maggio e di giugno. ?Mi auguro di cuore ? prosegue l?esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro ? che queste persone siano presto ricompensate. Il rispetto per l?anziano  è essenziale, in una società in cui domina una forte crisi di valori e in un momento di forte regressione economica.?

Il Campidoglio non eroga buoni pasto a nonni- vigili, disappunto di Soldà

Il vicepresidente  dell?Italia dei Diritti:?Mi auguro di cuore che queste persone siano presto ricompensate. Il rispetto per l?anziano  è essenziale, in una società in cui domina una forte crisi di valori.?

 

Roma -  Il Comune di Roma ritarda il rimborso spese per 2.000 nonni-vigili aderenti al progetto Un amico per la città, il servizio di vigilanza volto al controllo del traffico davanti alle scuole durante il periodo scolastico e promosso dall?assessorato capitolino alle politiche sociali, il quale prevede come ricompensa buoni pasto per i pensionati volontari. In merito all?ennesima vicenda a danno delle fasce più deboli, incalza Roberto Soldà, vicepresidente dell?Italia dei Diritti: ?L?amministrazione comunale guidata da Alemanno dovrebbe porre rimedio a questi spiacevoli episodi a danno di persone oneste che tutelano l?incolumità dei bambini, ed è vergognoso che il progetto in questione venga vanificato per colpa di chi viene meno al suo dovere?.

 

A  pochi giorni dalla ripresa delle attività scolastica, i volontari senior promettono a malincuore di abbandonare il progetto sopra citato, in quanto lamentano la mancata erogazione dei buoni pasto di maggio e di giugno. ?Mi auguro di cuore ? prosegue l?esponente del movimento guidato da Antonello De Pierro ? che queste persone siano presto ricompensate. Il rispetto per l?anziano  è essenziale, in una società in cui domina una forte crisi di valori e in un momento di forte regressione economica.?

Onestà intellettuale di Antonello De Pierro sulla morte di Cossiga

 

Il presidente dell?Italia dei Diritti: ?Riconosciamogli tutti i meriti sacrosanti, ma non santifichiamolo?

 

Roma ? ?Sto assistendo in queste ultime ore alle più svariate dichiarazioni da parte di chi calca abitualmente il palcoscenico politico italiano, dopo la dipartita del presidente emerito Cossiga. Devo ammettere che questa girandola di frasi fatte, nella maggior parte dei casi infarcita di untuosa retorica, mi desta più di qualche perplessità e notevole turbamento di fronte alla capacità di trasformismo e adeguamento dialettico circostanziale di certa classe politica e più spesso politicante, nelle cui mani purtroppo è affidato il destino del nostro amato paese?.

Così è intervenuto Antonello De Pierro, presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, in riferimento alla morte dell?ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga, avvenuta ieri a Roma presso il Policlinico ?Agostino Gemelli?, dove era ricoverato da alcuni giorni per problemi respiratori:

?Sono qui a porgere le mie condoglianze alla famiglia - ha continuato De Pierro - e a riconoscere l?indubbio spessore e intuito politico e culturale, nonché il grande senso delle istituzioni di un uomo, spesso anche coraggioso e anticonformista, che però ha visto la sua intensa carriera ai vertici dello Stato, costellata di tante luci, ma anche di molte ombre. Il suo rispetto per le istituzioni è emerso in tutta la sua estensione nell?era delle sue celeberrime picconate, mai all?apparato statale ma sempre al sistema corrotto, malato e inefficiente che lo reggeva. Quel sistema partitocratico di tangenti e finanziamenti illeciti, da cui ha tratto indirettamente magari anche dei vantaggi politici, ma da cui mai si è lasciato scalfire. Ricordare tutto ciò è doveroso, ma è intellettualmente disonesto cancellare con la spugna dell?ipocrisia di circostanza, quanto le pagine della storia ci tramandano come ambiguo e confuso in merito a eventi legati in qualche modo alla sua figura, ambiguità spesso alimentate da lui stesso con l?atteggiamento oratorio enigmatico di chi parla ma lascia intendere di sapere più di quello che dice. Non è un caso che da più parti sia stato indicato come il depositario di tanti misteri irrisolti della nostra storia politico ? istituzionale?.

Il leader del movimento per la legalità ha poi concluso: ?Riconosciamogli tutti i meriti sacrosanti, ma non santifichiamolo. Capisco che qualcuno ha anche rinnegato passato politico e idee per magnificarlo, ma è forse per doverosa riconoscenza personale per aver raggiunto col suo aiuto traguardi istituzionali mai nemmeno lontanamente sperati. Io non posso certamente farlo perché credo nella verità storica dei fatti, aborrisco le verità di comodo, e sono convinto che senza verità non c?è democrazia. Fu lo stesso Cossiga che nel 1990 disse ?Mettiamo da parte i fantasmi del passato.... Mettiamo una pietra sul passato?. La mia coerenza non mi permette di ignorare quei fantasmi e di depositare pietre tombali sul dolore dei tanti che chiedono ancora verità e giustizia per eventi avvolti da misteri irrisolti. Quando parlo di coerenza mi esprimo anche a nome di tutti i magnifici e impeccabili rappresentanti del movimento che presiedo, che mi danno linfa vitale quotidianamente per andare avanti nelle nostre battaglie, a cui va la mia riconoscenza per credere e lottare per un futuro migliore e che non potrei mai deludere tralasciando elementi essenziali per chi partecipa alla lotta politica con vero spirito collettivo e tralasciando ogni interesse di parte per il trionfo democratico?.

 

Le osservazioni critiche della Piredda sul nuovo codice della strada

 

La responsabile per i Trasporti dell?Italia dei Diritti commenta le misure del Ddl approvato ieri e aggiunge: ?Alle nuove norme stradali dovrebbero seguire migliorie al sistema viario nazionale, che oggi è vergognoso?


Roma ? ?Era indispensabile affrontare il problema oggettivo dei troppi incidenti stradali che ogni anno in Italia causano centinaia di morti, perciò mi auguro che il nuovo codice della strada vada innanzitutto in questa direzione. Naturalmente al giudizio positivo per alcuni aspetti ne segue uno negativo per altri provvedimenti adottati?. È con questa riflessione che la responsabile per i Trasporti dell?Italia dei Diritti, Maruska Piredda, ha aperto il suo intervento sul via libera definitivo del Senato al nuovo codice della strada, che verrà applicato già a partire dall?imminente esodo estivo. Previsto un giro di vite relativo soprattutto alle norme anti-alcol: divieto assoluto di bere per i neo-patentati da meno di tre anni e per gli autisti di professione (tassisti, camionisti, conducenti di mezzi pubblici); sanzioni fino a 2000 euro per chi è sorpreso a guidare con un tasso alcolemico tra 0,5  e 0,8 g/l; per chi va oltre 1,5 g/l c?è ritiro immediato della patente, sospensione e multa fino a 6000 euro, arresto da sei mesi a un anno e, in caso di incidente provocato, si dispone il raddoppio della pena e la revoca della patente per 5 anni; divieto per i locali di vendere alcolici dalle 3 di notte fino alle 6 del mattino, inoltre gli esercenti dovranno munirsi di etilometro da mettere a disposizione dei clienti.

 

?Trovo giustissime, trattandosi anche di aspetti etici, tutte quelle norme che prevedono sanzioni pesanti per chi trucca i motori di minicar e motorini, per chi supera i limiti di velocità consentiti, per chi non usa cinture e appositi seggiolini per i bambini?, ha sottolineato la Piredda, riferendosi ad alcune misure del pacchetto sicurezza stradale contenute nella nuova legge. Poi, in merito alla tolleranza zero contro gli alcolici, la Piredda invita a operare un distinguo spiegando che ?proibire di bere un solo goccio di alcol a chi guida da meno di tre anni non mi sembra un valido salvavita, non è certo il bicchiere di vino bevuto durante una cena in pizzeria che va punito, quanto piuttosto l?uso smodato di chi eccede nell?alzare il gomito senza controllo alcuno e che dunque merita punizioni esemplari. Mettere tutti sullo stesso piano non appare come la migliore delle soluzioni?.

 

La titolare del dipartimento Trasporti dell?Italia dei Diritti muove quindi un duro attacco a quella che a suo giudizio è una grave lacuna presente nella riforma stradale: ?Io avrei inserito il divieto per i neo-patentati di guidare auto di grossa cilindrata. Trovo una scelta estremamente infelice consegnare macchine veloci nelle mani inesperte di chi non le sa ancora gestire?.

 

?Questo nuovo codice dovrebbe, inoltre, andare di pari passo con le migliorie strutturali da apportare al sistema viario, soprattutto quello autostradale, del nostro Paese: alcune arterie, già pagate con i soldi dei contribuenti, sono vergognose per dissesto e insicurezza, perciò andrebbero messe a norma per raggiungere non dico gli standard europei, ma almeno livelli decenti?, ha evidenziato ancora la rappresentante del movimento nazionale che fa capo ad Antonello De Pierro.

 

 

A Roma il primato di morti per pm10. L?aut aut di Marinelli

Il responsabile per il Lazio dell?Italia dei Diritti: ?Le città non sono in grado di sostenere il traffico urbano per carenza infrastrutturale?

 

 

Roma, 25 giugno 2010 ?  ?Sicuramente il trend è positivo se riceviamo buone notizie sia da Pomigliano d?Arco che dal Golfo del Messico. La prima, cittadina campana, lancia un messaggio di speranza in ordine alla chiusura degli stabilimenti Fiat Italia; il secondo, invece, ex meraviglioso golfo turistico, suona la sveglia a chi amministra la cosa mondiale sui rischi ecologici del petrolio?. Questa la dichiarazione del responsabile per il Lazio dell?Italia dei Diritti, Vittorio Marinelli , all?indomani dell?assegnazione del non invidiabile primato conquistato da Roma come città con più morti che  possono ricondurre all?inquinamento da pm10.

?In un?Italia, però rappresentata da vecchi amministratori capaci di gestire egregiamente solo condomini, - così lancia il suo strale Marinelli -  si è soliti procedere come quando il medico, invece di curare le cause di una malattia, interviene su un brufolo con del semplice belletto o del fondotinta invece di risolvere i problemi alla radice?.

L?attenta disamina della questione, da parte dell?esponente regionale del movimento presieduto da Antonello De Pierro, prosegue con un paragone naturalistico che pone davanti agli occhi degli amministratori pubblici l?insostenibilità dell?attuale stato infrastrutturale: ?Al termine della gestazione Madre Matura ci dà due gambe e non quattro pneumatici forniti di altrettante ruote, per cui data la non naturalità del trasporto automobilistico è necessario rivedere il sistema della mobilità urbana e, che vadano a benzina, a gasolio o a gas, le macchine devono sparire dai nostri borghi. Le città non sono in grado di sopportare il traffico privato per insufficienza infrastrutturale. Più che verso il futuro, il nostro sguardo è rivolto verso un radioso passato, quando Roma era la capitale mondiale di filobus e tram.?

Il ministro Brancher e legittimo impedimento. L?indignazione della Bellantuoni

Il viceresponsabile per la giustizia dell?Italia dei Diritti: ?Tempismo perfetto, svelate le reali motivazioni della sua nomina

 

 

Roma, 25 giugno 2010 ? Il neoministro per l?attuazione del federalismo Aldo Brancher, imputato a Milano per ricettazione,  ha eccepito dinanzi al Gup il legittimo impedimento. ?Decisamente un tempismo perfetto, ? nota la viceresponsabile per la giustizia dell?Italia dei Diritti Manuela Bellantuoni.  Incaricato venerdì scorso, è già riuscito a calare la maschera ed esplicitare le reali motivazioni della sua nomina?.

Si tratta dell?ennesima vicenda che lega a doppio filo l?Esecutivo alle problematiche giudiziarie che di volta in volta chiamano in causa i suoi componenti. ?Italia dei Diritti vuole ricordare che il legittimo impedimento rappresenta un nuovo esempio di provvedimento ad personam previsto dal governo Berlusconi per garantire l?improcessabilità delle più alte cariche dello Stato ?  prosegue l?esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro ? e questo molto spesso sui giornali passa sotto traccia cosicché le persone sono tenute all?oscuro delle trame che preordinano la vita politica del nostro paese?.

La presa di posizione da parte dei cittadini viene richiamata dalla Bellantuoni anche per quanto riguarda l?iniziativa referendaria dell?Italia dei Valori che, con il sostegno dell?Italia dei Diritti,  ha indetto una raccolta firme per tre referendum tra i quali ce n?è uno che verte sull?abrogazione del legittimo impedimento. ?Nonostante questo nuovo caso di politica personalizzata ormai rientri nella sezione cronaca o costume dei giornali ? conclude la viceresponsabile per la giustizia ? è necessario mantenere alta l?attenzione delle persone affinché la gravità di questi avvenimenti non venga coperta dal velo dell?abitudine?.

Nuovo decesso dovuto a infezione all?Umberto I di Roma. L?analisi di Smiroldo

Il viceresponsabile per la Sanità dell?Italia dei Diritti: ?Non esiste maledizione in medicina, ma solo incuria


 

 

Roma, 2 luglio 2010 ? Il Policlinico Umberto I di Roma torna a far parlare di sé per un ennesimo caso di malasanità. Dopo il caso del virus della Legionella che dodici anni fa colpì quattro anziani e quello dei quindici neonati infetti da enterite undici anni fa, all?indomani dell?accertamento di un nuovo decesso per infezione,  si inizia a parlare di una maledizione che grava sulla struttura d?eccellenza romana.

 

?Non esiste alcuna maledizione in medicina, ma applicazione scorretta delle pratiche mediche ?  è questo  il commento lapidario di Luigino Smiroldo, viceresponsabile per la Sanità dell?Italia dei Diritti, il quale,  interrogato su questo grave evento ci fornisce dati alquanto preoccupanti, che meritano una seria valutazione. ?In Italia muoiono all?incirca 6000 persone l?anno per complicazioni infettive contratte dopo il ricovero in strutture sia pubbliche che private, mentre politici e opinion leader sostengono che i dati su questo tipo di mortalità sono in linea con le medie europee?. L?esponente del movimento extraparlamentare che fa riferimento ad Antonello De Pierro, ci ricorda che sondaggi puntuali sulla mortalità ospedaliera non vengono aggiornati dal lontano 1985: ?Basterebbe che gli organismi preposti, in questo caso i Nas, effettuassero i dovuti controlli presso tutte le strutture di Roma e del territorio nazionale per accertare l?inidoneità di molte di esse, col conseguente aggravio delle statistiche suddette?.

 

Alcuni consigli di facile applicazione, ci vengono elencati da Smiroldo: ?La sostituzione dei pavimenti a piastrelle con superfici lisce e il lavaggio frequente delle mani, da parte delle equipe sanitarie, possono abbattere del 20% la proliferazione batterica all?interno dei nosocomi. Il flagello dell?esternalizzazione dei contratti di pulizia, che spesso, vengono assegnati alle aziende in base ad aste al ribasso, costituiscono un ennesimo elemento di rischio nella diffusione di agenti patogeni.

La situazione attuale fotografa che il problema è drammaticamente reso più da incuria e inadempimenti. Per migliorare serve molta forza e volontà?