Dopo il successo ottenuto a Palazzo dei Diamanti di Ferrara, anche a Roma è possibile visitare, fino al 16 settembre, la mostra "Il Simbolismo – Da Moreau a Gauguin a Klimt".
Il percorso dell'esposizione ospitata dalla Galleria Nazionale d'Arte Moderna si sviluppa cronologicamente, ma al tempo stesso offre una panoramica esauriente delle tematiche principali della poetica simbolista: la vita e la morte, lo scorrere del tempo, il sogno e la riflessione, il mistero e i grandi miti.
Il museo romano, organizzatore della rassegna insieme a Ferrara arte, è il custode del quadro icona della mostra, "Le tre età della donna" di Gustave Klimt, ma le opere provengono da molti musei e offrono una panoramica di maestri di questa corrente nata in Francia alla fine dell'800.
L'esposizione si apre con i "precursori", quegli artisti visionari che, poco dopo la metà dell'Ottocento, anticiparono la sensibilità simbolista creando opere colme di simboli e raffinate allegorie. È il caso di Gustave Moreau, con la sua la pittura preziosa ed erudita o di Rossetti, che dipinse fanciulle dalla bellezza ideale.
La seconda sezione della mostra presenta, invece, i più importanti protagonisti della stagione simbolista. Troviamo infatti Paul Gauguin, creatore di un inedito e raffinato primitivismo; il raffinatissimo e conturbante Khnopff e gli artisti che come lui parteciparono ai Saloni di Rosacroce; maestri della grafica come Klinger e Beardsley, e i nordici, da Thoma a von Stuck, fino all'allucinata melanconia di Munch.
La parte conclusiva della mostra illustra il perdurare dell'estetica simbolista agli inizi del Novecento.
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