 | :: blog sulle TARTARUGHE...tutto ciò che ha a che fare con le testuggini... | | | | | | | | | | | TARTAEXPO 2011 | 

| | | | E' emergenza tartarughe nell'Adriatico | Continua il recupero di esemplari debilitati e infestati da parassiti Il direttore della fondazione Cetacea di Riccione, Sauro Pari, lancia l’allarme: non accenna a risolversi l’emergenza tartarughe marine. Domenica sono state recuperate tre Caretta caretta, debilitate e infestate da parassiti detti "dente di cane", ieri altre quattro. L’Ospedale delle Tartarughe marine di Riccione ha attualmente in cura 22 esemplari, di cui quattro sono stati avviati oggi alla clinica veterinaria specializzata di Modena Sud perchè in serio pericolo di vita. La Fondazione Cetacea ha rivolto un appello a tutte le istituzioni per ottenere un sostegno che le permetta di superare questa fase di emergenza.
Fonte: http://www.lastampa.it
| | | | TARTARUGHE BEACH 2009 | Come ogni anno, il TARTACLUB ITALIA organizza quella che è la maggior fiera espositiva d'Italia, il TARTARUGHE BEACH, vi rimando quindi al loro sito, nella sezione del raduno: click. 
| | | | ORCA FERITA...mea culpa | Le Belve sono animali molto abitudinari...se abituate a certi "rituali", variando di poco la situazione si può incorrere in spiacevoli episodi: nutro le Belve in un catino con acqua (per evitare lo stagno dei pesci nell'acquario), i passaggi sono semplici: -riempio il catino di acqua tiepida, -metto il cibo, -metto le Belve... Tempo fa ho invertito gli ultimi due passaggi ed ecco il risultato: i maschi hanno scaricato la loro voracità sulla zampa di Orca... (la ferita non desta preoccupazione, è stata diseinfettata ed ora è quasi del tutto cicatrizzata). Ricordo quindi, per evitare il mio stesso errore, di prestare molta attenzione alle abitudini delle proprie tartarughe. In foto: Orca ferita. 
| | | | LE MIE FOTO | ECCO COME DORMONO LE BELVE 
... E COME FANNO BASKING 
| | | | | | | | ECCO LA TARTARUGA BIANCA | Articolo segnalato dalla socia MANUELA GATTI 
Un raro esemplare di tartaruga bianca rinvenuto sulla riva del Fiume Giallo a Zhengzhou, in Cina. Questo esemplare pesa circa 6,5 kg ed è lunga una quarantina di centimetri (Emmevi) Fonte: http://www.corriere.it | | | | LE VOSTRE FOTO | Le tartarughe di ERIKA ELVIRA & MAFALDACCIA "PER RINGRAZIARTI..per i consigli ke mi hai sempre dato..ti mando le recenti foto dei miei 2 amori.... Mafaldaccia e Elvira.... Si sono messe in posa..per farti vedere nel corso di 2 anni quanto sono cresciute...(ankora se nn so neanke ke sesso siano)... grazi di tutto... Erika" 


| | | | INVASIONE DI TARTARUGHE NELLA DARSENA DI COMO | | | | | |
L’odiosa pratica di abbandonare, con l’arrivo dell’estate, i fidati amici a quattro zampe per potersi concedere una vacanza senza pensieri, inizia a colpire sempre di più altre specie animali. Tanto che si sta diffondendo, anche nel Comasco, l’abitudine di liberarsi di pesci esotici e tartarughe d’acqua. E per quanti abitano in riva al lago, cosa c’è di più facile che utilizzare le acque del Lario per svuotare acquari e terrari casalinghi' E in effetti si è notato un aumento, soprattutto nella darsena di Sant’Agostino a Como, del numero delle tartarughe. «È un fenomeno che conosciamo – dice Giulio Gridavilla, responsabile del dipartimento veterinario dell’Asl di Como – Le persone, così facendo, hanno lentamente dato vita a una vera colonia. Si tratta delle tartarughe di tipo californiano, che ben si adattano alle condizioni del Lario». Lo scorso anno, complessivamente, sono state oltre 16mila le tartarughe abbandonate nei torrenti e nei laghetti dei parchi pubblici italiani, in base alle stime effettuate dalla “Associazione italiana a difesa degli animali e dell’ambiente” (Aidaa). E la tendenza sembra essere confermata anche per il 2009. Per quanto riguarda la Lombardia, si preferisce “liberarle” nei parchi come quello della Villa Reale di Monza e appunto nella darsena di Como. «La presenza crescente segnalata in questi ultimi anni non è data dal fatto che le tartarughe si riproducono - continua Giulio Gridavilla - Dipende solo dall’abbandono, periodico, di nuovi esemplari nelle acque del lago». Sul problema è intervenuto Lorenzo Croce, presidente nazionale di Aidaa. «È il quinto anno che denunciamo il fenomeno degli abbandoni da parte di coloro che in vista delle vacanze decidono di disfarsi di questi animali - dice l’ambientalista - creando problemi all’ecosistema dei corsi d’acqua e dei laghetti, essendo le tartarughe animali estremamente aggressivi nei confronti delle altre specie ittiche. Tanto che spesso arrivano a provocarne la scomparsa». Numeri elevati riguardano anche la situazione dei pesci esotici. Ogni anno sono almeno 15mila gli esemplari rilasciati all’interno dei corsi d'acqua e nei laghi italiani. Ma non solo. Si calcola come siano oltre 380 le specie di pesci alloctoni (non appartenenti cioè alla fauna originaria) presenti nel bacino del Po e nel sistema dei Navigli milanesi. «Anche questo è un fenomeno esistente nelle nostre acque – aggiunge il responsabile del dipartimento di Veterinaria dell’Asl di Como - ma non è allarmante. Al di là della scorrettezza di quanti si liberano di animali solo perché fastidiosi. Si è notata la presenza di carpe o pesci rossi. Ma niente di più strano». Anche quest’anno l’Aidaa lancia una campagna contro tale fenomeno e invita a segnalare eventuali casi di abbandono.
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| | | | Aeroporto JFK chiuso per tartarughe | | Colonia di 78 esemplari blocca pista
Una pista dell'aeroporto JFK di New York è stata chiusa dopo che 78 tartarughe, provenienti dalla vicina baia, si sono incamminate verso la via di decollo degli aerei. Gli addetti della struttura sono dovuti entrare in azione per catturare gli animali e riportarli in acqua. La singolare invasione ha provocato ritardi fino a un'ora e mezza sui voli.In genere gli scali aerei hanno problemi con uccelli, nebbia o maltempo, che possono causare la chiusura delle strutture. Ma i turisti del Kennedy non potevano credere alle loro orecchie quando un altoparlante ha annunciato la chiusura delle piste per i simpatici e lenti animaletti. I viaggiatori hanno atteso con pazienza che l'invasione finisse.
| | | | Rovigo, tartaruga azzannatrice sul Po | Il rettile catturato sulle rive del fiume. Morde e potrebbe trasmettere malattie rare La tartaruga catturata pesa 10 chili e può trasmettere malattie rare
CANARO – Dopo esser stata abbandonata da qualcuno che ormai la riteneva troppo ingombrante, si stava aggirando sulle rive del Po a Canaro a caccia di qualche preda acquatica. Chi l’ha vista l’ha subito riconosciuta come la cosiddetta «tartaruga azzannatrice» (Chelydra serpentina). Il rettile, pesante una decina di chilogrammi, è stato recuperato dagli agenti del servizio Cites del Corpo Forestale dello Stato di Verona sabato pomeriggio. Ora la tartaruga azzannatrice ritrovata in riva al Po a Canaro è in attesa di essere trasportata in una struttura autorizzata dal Ministero dell'Ambiente, situata in centro Italia. La Procura rodigina ha disposto il sequestro dell’animale. La Chelydra serpentina è una specie che sta prendendo sempre più piede in Italia, ancorché considerata a rischio dalla legge che dal 1996 infatti vieta il commercio e la detenzione di questo rettile. Come molti altri mammiferi e rettili, è considerata dalla legge pericolosa per la salute e la pubblica incolumità tanto che è assolutamente vietato detenerla. La sua pericolosità è dovuta anche al fatto che potrebbe trasmettere malattie rare, e inoltre ha un’indole assai aggressiva. Gli esemplari più grandi, secondo gli esperti, sono in grado di staccare una mano con un morso. Gli acquirenti spesso non sono a conoscenza dei notevoli problemi di gestione che questo animale, soprattutto una volta cresciuto, può determinare a causa delle sue dimensioni, dell'indole e delle necessità biologiche ed etologiche. Ecco che quindi non di rado se ne liberano di nascosto, come accaduto a Canaro. Il territorio originario della tartaruga azzannatrice è quello del Nordamerica, in un'area di diffusione compresa tra Canada ed Ecuador e dalle coste atlantiche fino alle Montagne rocciose.
Fonte: http://corrieredelveneto.corriere.it Articolo segnalato da Manuela Gatti! | | | | L'Aquila, ritrovate in una piccola vasca priva di acqua | 
NAPOLI, 26 MAG - Ritrovate vive tre piccole tartarughe tra le macerie dell'Aquila in una piccola vasca ormai priva di acqua e piena di calcinacci. Erano rimaste li' vari giorni dopo il terremoto e sono state salvate grazie all'intervento del Gruppo Soccorsi Speciali della Croce Rossa Italiana, sezione Cinofili di Napoli, che ha anche provveduto ad allestire sul luogo un ambulatorio veterinario da campo. Si tratta di tartarughe dalle orecchie gialle, originarie degli Stati Uniti.
Fonte: http://www.regione.campania.it | | | | ANNUNCIO IMPORTANTE: CERCASI TARTARUGA DI TERRA IN REGALO |  LEGGETE IL MESSAGIO INVIATO DA MICHELA Ciao, guardando su internet ho trovato il tuo blog purtroppo non riesco ad accedere alla bacheca degli annunci. Io cerco una tartaruga di terra per mio nipote, possibilmente in regalo nella zona di padova o provincia, puoi aiutarmi. Voglio raccontarti la nostra storia: cerco una compagnia per mio nipote di 6 anni, che a causa varie allergie ci hanno consigliato la tartaruga come animale meglio indicato . Lui poi la richiedeva da circa un anno così per Pasqua mi sono recata in un negozio ed ho acquistato due splendite tartarughe di 3 anni che vivevano già assieme. con le prime giornate di sole, come indicato, sono state riposte in giardino nel loro recinto, uno spazio più che idoneo dove muoversi e allo stesso tempo al sole ma con possibilità di riparsi all'ombra sotto alberi. Purtoppo alla vista di qualche "uomo per bene". Per farla in breve sono state rubate tutte e due a distanza di 10 giorni. Non ti dico la disperazione per il mio nipotino. Con la prima sparizione avevamo pensato ad una fuga (anche se avevamo attuato tutti i sistemi di protezione e anti evasione) sono partite le ricerche porta a porta, giardino per giardino, abbiamo messo cartelli ma tutto invano. Successivamente abbiamo alzato le bariere e dopo la scomparsa della seconda non abbiamo dubbi si tratti di un furto. Non è finita una amica di una amica si è resa disponibile a regarci la sua tartaruga, un minuto prima di partire per andarla a prendere (praticamente eravamo in macchina) ci ha avvisato che non era più possibile. A mio nipote abbiamo detto che ha il raffreddore, ma non credo sia molto convinto di questo.... A questo punto mi domando ci sarà qualcuno che non vuole la sua tartaruga e la vuole affidare a noi. Cerchiamo una tartaruga da terra possibilmente piccola da tenere in casa o sul terrazzo (completamente murato) e far passeggiare in giardino solo in presenza di persone. Io penso che siamo stati solo sfortunati e che non sia un segno... Grazie per qualsiasi aiuto tu possa darci e per aver ascoltato lo sfogo di una zia disperata. Michela [michelalanger@yahoo.it] | | | | LE VOSTRE FOTO | LE BELLISSIME BELVE DI MARIKA CARLINI CACAO & CAFFE'!!!! 

| | | | LE VOSTRE FOTO | LE MERAVIGLIOSE TARTARUGHE DI CATTLY!!! FInalmente le mie due bellissime Hermanni sono arrivate... ogni giorno che le guardo rimango incantata... Ti presento Petra e Ulisse (sta mangiando la mela)! ;) | | | | LE VOSTRE FOTO |  ECCO I LINK PER AMMIRARE LE BELVE DI FRANCESCA SORBELLO SOCIA N°64!!!! FANNY & CUPIDO!!! 1- http://yfrog.com/6g01052009j 2- http://yfrog.com/6g01052009001j 3- http://yfrog.com/6g01052009003oj 4- http://yfrog.com/6g01052009004j 5- (Cupido) http://yfrog.com/6gcupidoj | | | | LE VOSTRE FOTO | La socia CHIARA CALOI con il suo bellissimo maschietto!!!! 

| | | | La tartaruga che nuota con una pinna sola |
South Padre Island (Texas): una tartaruga Allison, ospite del Sea Turtle Inc., è tornata a nuotare con una sola pinna grazie ad una speciale protesi. Allison è un esemplare di 5 anni arrivato nel 2005 al centro Sea Turtle Inc. con poche possibilità di sopravvivenza, dopo essere stato attaccato da uno squalo. Nell'attacco, Allison ha perso una pinna. In poco tempo, la tartaruga è entrata nel cuore delle persone che lavorano nel centro texano. Una di loro, il 21enne Tom Wilson, ha ideato una speciale tuta che ha permesso ad Allison di tornare a nuotare come una volta, invece di muoversi disegnando solo dei cerchi anti-orari in acqua. La protesi della pinna inserita nella tuta è collegata all'animale grazie a un impianto d'osso dentale creato dal Dr. Sudarat Kiat-Amnuay (Adrienne McCracken - PHOTOMASI)
| | | | IL RISVEGLIO | Ormai possiamo tranquillamente dire che il letargo sia finito. Ecco qualche piccolo arcoggimento peer non farsi trovare impreparati davanti a questa importantissima fase:
-fate un bagnetto in acqua tiepida agli esemplari: questo faciliterà la prima evaquazione, ma soprattutto servirà per pulire occhi,naso e bocca da eventuali residui di terriccio. -disponete acqua fresca e cibo (vi rimando al tag "alimentazione"), è importante che le Belve si idratino, non preoccupatevi se per i primi giorni sono inappetenti, date loro tre/quattro giorni per riprendersi. -stimolate la movimentazione degli arti e lo stato generale dell'esemplare (peso ecc). -lasciate ancora per tutto il mese dei ripari di foglie secche: potrebbero esserci ancora degli sbalzi termici. | | | | BELLE IMMAGINI | 
| | | | TREMATE TREMATE, LE BELVE SON TORNATE!!! |  Ci siamo, le Belve cominciano a svegliarsi, Toro in primis... E' ancora presto per sgomberare il terrario da foglie ecc, per il trapianto di nuove piante e per la "rinfrescata" del terreno...ma a poco a poco le Belve si stanno svegliando dal letargo!!! | |
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